Da sempre convinta che la
femminilità non si possa ridurre a una definizione univoca,
fatta di tacchi, lustrini e paillettes, Miuccia Prada insieme a
Raf Simons spinge la sua visione ancora oltre con la collezione
per il prossimo inverno, un'indagine sulla femminilità di oggi
dal titolo 'Raw glamour'. Una dicotomia solo apparente, che in
passerella tiene insieme opposti che sembrerebbero
inconciliabili e rendono invece giustizia alla complessità del
presente.
"Mi sono sempre interrogata - spiega Miuccia Prada subito
dopo la sfilata, nel Deposito della Fondazione Prada - su cosa
sia la femminilità, ancora di più oggi, con le guerre e tutto
ciò che sta succedendo nel mondo. Tutto il resto è venuto di
conseguenza. Non c'è nostalgia, non c'è decadenza, non c'è stato
bisogno di discutere con Raf di niente, abbiamo semplicemente
provato a fare dei vestiti in cui le costruzioni sono diverse e
il processo di lavorazione è stato completamente diverso: siamo
partiti - spiega - da un abito femminile classico, ingigantito e
ritagliato e poi messo un elastico". "Ci sentivamo
istintivamente attratti - racconta ancora la designer - dal
glamour e dal suo legame con la femminilità. Ci siamo chiesti:
che cosa si intende con femminile? Cos'è la bellezza femminile?
Cos'è la femminilità oggi? È stato un continuo esaminare e
interrogarci sulla femminilità: qual è il suo significato? A noi
interessano particolarmente quelle domande, che ci permettono di
aprire nuove discussioni."
"Il titolo della collezione è Raw Glamour, ma il glamour è
inteso - sottolinea - come stato d'animo, sentirsi importanti,
il glamour dentro", vestito di abiti mai disegnati sul corpo e
cappotti over con cuciture evidenti. "C'è un'idea - aggiunge
Simons - di liberazione. Liberazione totale. Se pensiamo agli
archetipi della bellezza femminile, ci sono molte restrizioni
del corpo: qui è libero. E anche le idee possono essere
liberate. L'intento era quello di non limitarci a una singola
narrazione o un tema. Ci piace rischiare, provare a creare
qualcosa di diverso". E questa volta, ancora più di altre, hanno
fatto completamente centro, spiazzando totalmente il pubblico
dello show, con abiti, che sono l'emblema della femminilità, che
si trasformano incessantemente, sia nella forma che nel modo in
cui vengono indossati. Le proporzioni vengono alterate, in un
processo di riduzione che pone l'accento sulla costruzione,
fatta di materiali atipici e cuciture grezze lasciate
volutamente a vista.
I tocchi glamour negli accessori — gioielli, borse, fiocchi e
decorazioni — contrastano questa mancanza di rifinitura, così
come l'allestimento della sfilata riflette la contrapposizione
tra il grezzo e il raffinato, con un' impalcatura metallica
stagliata su un morbido tappeto firmato da Catherine Martin.
Anche qui una dicotomia che rivela una complessità non
riducibile a un capo di punta o a una tendenza, ma a un pensiero
costantemente in evoluzione che resta sempre e comunque
inconfondibilmente Prada. "Sono contenta che si vedesse -
conclude sorridente Miuccia Prada - perché era tutto un po'
sbagliato, ma stamattina quando ho visti gli abiti ho pensato
che era tutto molto Prada e molto chic". E molto attuale nel suo
mettere insieme gli opposti, dal mini top floreale al giaccone
ruvido chiuso da un fiocco, dal blazer di pelliccia alla
mantella antipioggia con collo ancora di pelliccia, dall'abito a
nido d'ape con grandi bottoni al cappottone di tweed, dai top a
motivi floreali alle gonne di panno ruvido, tutto mescolato
insieme, a dar vita alla nuova eleganza inconsueta firmata
Prada.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA