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Trump frena Starmer su truppe e garanzie: 'Prima la pace'

Trump frena Starmer su truppe e garanzie: 'Prima la pace'

Premier: 'Ma non si premi Mosca'. Il tycoon: 'Rispetto Zelensky'

WASHINGTON, 27 febbraio 2025, 22:39

di Benedetta Guerrera

ANSACheck
British prime minister visits US © ANSA/EPA

È una pinta mezza piena quella che Keir Starmer riporta in Gran Bretagna dopo il suo incontro nello Studio Ovale con Donald Trump sul percorso di pace in Ucraina.

Il premier britannico è arrivato a Washington con l'obiettivo di ottenere dal commander-in-chief rassicurazioni su un ruolo militare degli Stati Uniti per garantire la sicurezza di Kiev e delle truppe di peacekeeping europee, ma The Donald lo ha frenato sostenendo che è prematuro decidere del ruolo degli americani prima che un accordo di pace sia siglato. Tuttavia, non ha chiuso completamente la porta e, rispetto alla posizione netta di qualche giorno fa, ha lasciato intendere che gli Stati Uniti un ruolo di garanzia lo avranno, non foss'altro per tutelare la loro intesa con Kiev sui minerali.

Nonostante i timori degli analisti sul rischio di uno scontro tra Starmer e il tycoon, almeno apparentemente il colloquio nello Studio Ovale, a camino spento viste le temperature primaverili della capitale americana, si è svolto in modo estremamente cordiale. L'unico momento di tensione c'è stato quando nella conversazione è intervenuto il vicepresidente JD Vance che ha accusato il Regno Unito di aver "violato la libertà di parola", senza motivare le sue affermazioni e riecheggiando alcuni degli attacchi di Elon Musk al governo laburista. "In Gran Bretagna abbiamo la libertà di parola da molto tempo, ne siamo molto fieri e continueremo ad averla", ha risposto secco Starmer. "È un uomo speciale, è un onore averlo qui. Ci siamo incontrati diverse volte e sono rimasto molto colpito", ha dichiarato il presidente americano al premier che ha ricambiato invitandolo per una seconda visita di Stato in Gran Bretagna - un evento senza precedenti nella storia dei rapporti tra i due Paesi - consegnandogli una lettera di re Carlo ma soprattutto riconoscendogli di aver "cambiato la conversazione sull'Ucraina". "Possiamo concludere un accordo storico", ha dichiarato Starmer.

"Non penso che l'accordo sarebbe possibile se non ci fosse lo spazio creato da Trump", ha sottolineato il laburista, che in conferenza stampa ha poi rivolto un appello a non concludere un accordo di pace che "ricompensi l'aggressore", ovvero la Russia. "Sono fiducioso di poter raggiungere un'intesa", ha sottolineato da parte sua Trump, dicendosi convinto che Vladimir Putin "non violerà la sua parola" sull'Ucraina. 'Trust but verify', fidarsi ma verificare, ha detto poi The Donald prendendo in prestito un'espressione divenuta famosa con Ronald Reagan che la usò per descrivere come gli Stati Uniti dovevano procedere con la controparte sovietica. Il tycoon ha anche avvertito che l'accordo per un cessate il fuoco, passo inevitabile prima della pace, "deve avvenire al più presto" o "non ci sarà mai più".

Trump ha poi colto anche questa occasione per bacchettare gli alleati della Nato sulle spese per la difesa. "Il disastro in Ucraina mostra perché è così importante che la Gran Bretagna e altri partner Nato facciano grandi investimenti nelle loro capacità di difesa, in molti casi del 4% o 5% del Pil sarebbe appropriato", ha insistito il presidente che ha poi assicurato di essere favorevole all'articolo 5 dell'Alleanza ma di essere anche convinto che in Ucraina non servirà. "Ci sarà una pace forte e duratura", ha affermato riferendosi al rischio che eventuali truppe europee di peacekeeping possano essere attaccate dalla Russia. Quanto all'accordo sulle terre rare, che nei piani di Trump servirà a ricompensare gli Stati Uniti per i miliardi di aiuti inviati al Paese in questi tre anni di guerra, il presidente americano è sicuro di averlo in tasca.

"Lo firmeremo con Zelensky qui alla Casa Bianca", ha detto aggiungendo che per Kiev sarà una sorta di 'backstop', la parola che alcuni leader del Vecchio Continente, tra cui Emmanuel Macron e Starmer, hanno adoperato in queste settimane per descrivere la garanzia di sicurezza che vorrebbero dagli Stati Uniti per sostenere un contingente di truppe a guida europea. "Noi saremo lì, lavoreremo nel Paese, costituiremo un backup", ha spiegato Trump che non si vuole, tuttavia, sbilanciare sulla natura di questo sostegno americano. E' pur sempre un'apertura rispetto a qualche giorno fa, quando è sembrato avvertire che della sicurezza dell'Ucraina dovrebbe occuparsi solo l'Europa. L'intesa "servirà anche a stimolare la prosperità del Paese", ha sottolineato. In vista dell'arrivo nella capitale americana del leader ucraino, l'inquilino della Casa Bianca ha anche provato ad abbassare i toni dello scontro scoppiato nelle ultime settimane quando ha definito Zelensky "un dittatore". "Io ho detto questo?", ha risposto il presidente americano che in realtà ha proprio scritto, nero su bianco in un post su Truth, che il leader ucraino è "un dittatore non eletto" e "un comico mediocre". "Ho molto rispetto per Zelensky", ha dichiarato il tycoon eludendo una precisa domanda sui suoi attacchi.

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