Michela Margherita Sarti non è solo una curatrice, ma un ponte vivente tra culture. Arrivata a Tunisi 27 anni fa, ha fatto della città il suo laboratorio creativo, fondendo l'eredità italiana con la ricchezza del contesto nordafricano.
Come artista, le sue opere - spesso intense e cariche di simbolismo - esplorano i confini tra identità, memoria e trasformazione. Questa sensibilità si riflette pienamente nel progetto di L'Eternel Jeu des Dualités, dove Sarti ha voluto celebrare la bellezza che nasce dalla convivenza degli opposti.
"L'arte è il luogo dove le tensioni si incontrano e si risolvono," ha dichiarato in passato, e questa mostra sembra la perfetta incarnazione della sua filosofia. Ispirandosi a Baudelaire, poeta che ha fatto della contraddizione un'arte, Sarti ha selezionato 18 talenti internazionali per dare vita a un dialogo visivo che trascende i confini geografici e culturali. La scelta di artisti da Tunisia, Camerun, Italia e Algeria non è casuale, spiega ad ANSA la stessa Sarti, ma "riflette la sua capacità di orchestrare voci diverse, creando un coro che canta in armonie inaspettate". La curatrice, con il suo occhio attento e la sua esperienza, ha trasformato "Al Gallery" in uno spazio di riflessione, dove i visitatori potranno immergersi in un viaggio poetico tra luce e ombra, tradizione e modernità.
Vivendo a Tunisi da anni, Sarti conosce bene il tessuto culturale della città e il suo potenziale come crocevia artistico. La sua doppia identità italo-tunisina le permette di muoversi con agilità tra mondi apparentemente distanti, un talento che emerge nella cura di questa mostra. Non si tratta solo di esporre opere, ma di costruire un'esperienza: ogni pezzo esposto è un tassello di una narrazione più ampia, che invita il pubblico a interrogarsi sul potere trasformativo dell'arte.
L'Eternel Jeu des Dualités sarà molto più di una collettiva: sarà la testimonianza del genio di Michela Margherita Sarti, una donna che ha fatto delle dualità non solo il tema della sua mostra, ma il cuore della sua vita e della sua arte. Per gli amanti dell'arte moderna, un appuntamento che promette di lasciare il segno, sotto la guida di una curatrice che Tunisi ha adottato e che continua a restituirle bellezza e profondità. Dal 2009 ad oggi Sarti ha ideato e curato piu di 100 mostre d'arte.
La sua carriera è un esempio di come l'arte possa costituire un ponte tra culture e identità. Dalla sua produzione pop surrealista alle sue curatele internazionali, passando per la gestione di Efesto e le sue iniziative durante la pandemia, Sarti ha lasciato un'impronta significativa. "L'Eternel Jeu des Dualités," promette di continuare questa tradizione, offrendo uno spazio per esplorare le dualità attraverso l'arte contemporanea.
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