Via il paisley, perché il "passato rischia di essere una trappola" per Marco De Vincenzo che, al suo debutto come direttore creativo di Etro, sceglie di portare "un punto di vista nuovo ", inequivocabilmente suo, allo stile della maison.
"Io - racconta - non sono un designer che si forza, mi è
venuto spontaneo cercare un punto di vista nuovo".
Un punto di
vista che non cancella la storia del brand: sceglie di
ripartire dalle sue origini, perché Etro è nata come azienda di
tessuti, e di abbinare ai fondamenti della maison i codici del
suo nuovo direttore creativo.
Inizio e chiusura della sfilata sono molto Etro, con i
pantaloni in denim jacquard che aprono la passerella e gli abiti
di pizzo con inserti di stampe che la chiudono. Il cuore della
collezione è molto De Vincenzo: gli abitini di maglia a trecce
degradé Rainbow, che è una sua signature, i tubini di raso con
le frange in duchesse. Il tutto svettante su zoccoli da Aladino,
tra fantasie di uccelli e ricami di frutti esotici, camicie e
short a righe che uniscono il dna del brand e lo stile della sua
nuova guida creativa.
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