Un hub dove disegnare le future linee
guida dei modelli di produzione e consumo sostenibile del food &
beverage, al servizio del commercio e della diplomazia
internazionale, dove sono attesi oltre 3mila espositori da tutto
il mondo, e 90mila visitatori. E' la prima edizione targata
Fiere di Parma di Tuttofood Milano 2025, presentata alla
Farnesina, che dal 5 all'8 maggio riunirà a Rho Fiera Milano i
protagonisti dell'agroalimentare di 100 Paesi. Si tratta della
decima edizione complessiva della manifestazione, che ridisegna
i suoi obiettivi strategici, divenendo luogo di riferimento e
aggregazione per l'industria e la cultura agroalimentare a
livello globale, grazie anche alla sinergia tra Fiere di Parma e
Koelnmesse Italia. La sfida è è proporsi come nuove piattaforme
per lo sviluppo di mercati, opportunità e temi già aperti dalla
diplomazia internazionale attraverso tavoli e canali ufficiali.
Ad aprire i lavori il sottosegretario agli Affari Esteri,
Maria Tripodi, con un messaggio del ministro Tajani, nel
sottolineare il valore di Tuttofood Milano 2025 come "occasione
di cooperazione, scambio, incontro e vicinanza tra Paesi
portatori di culture e modelli alimentari differenti, nel segno
della diplomazia della crescita. Il Governo è in prima linea a
supporto del settore". Il presidente di Ice/Ita Agenzia, Matteo
Zoppas, ha fatto sapere di aver "selezionato più di 200 buyer
provenienti da 30 Paesi tramite la propria rete estera",
ricordando che "solo nel 2024 Ice ha supportato 125 eventi
fieristici e offerto 65.600 servizi di consulenza alle imprese,
con l'export agroalimentare che nel 2024, ha raggiunto i 69
miliardi di euro, con un aumento del 7,5% in un anno".
Pronti alla sfida i vertici di Fiere di Parma. "Con Tuttofood
2025 - ha detto l'ad Antonio Cellie - scaliamo la nostra idea
di fiera maturata organizzando da 40 anni Cibus. Il nostro
obiettivo non si ferma al supporto delle aziende, ma a un
network internazionale che generi opportunità per il settore,
ponte tra aziende e top buyer, favorendo un dialogo
interculturale in un ambiente innovativo orientato a
sostenibilità e qualità del cibo". Ne è convinto anche il
presidente, Franco Mosconi che ha ricordato gli ultimi dati
Istat, "se si somma l'industria alimentare e delle bevande si
ottiene il 10% netto del valore aggiunto della manifattura;
tolta la meccanica, non c'è nessun altro comparto che arriva a
tanto. La sfida è alta, è una fiera internazionale e l'impegno è
massimo".
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