Il 6 dicembre 1990 un aereo militare in avaria abbandonato dal pilota precipitò alle 10.33 sull'allora succursale dell'Istituto Tecnico Commerciale 'Gaetano Salvemini' a Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna, provocando la morte di undici studentesse e uno studente della classe 2/a A e una novantina di feriti, molti dei quali riportarono invalidità permanenti. Il 34/o anniversario della strage sarà ricordato con una serie di iniziative dal 4 al 6 dicembre ed in particolare, il 5, con la presentazione del podcast di Radio 24 "Cherosene. Storia di un aereo contro una scuola".
Dalla presentazione del libro di Filippo Venturi "Il delitto della finestrella" il 4 dicembre, che contiene un ricordo della strage, alla novità del podcast di Radio24, fino alla commemorazione ufficiale di venerdì 6, con corteo e messa, "questo percorso di rafforzamento della memoria collettiva è importante perché - sottolinea il sindaco di Casalecchio, Matteo Ruggeri - nella costruzione di una comunità non contano solo i momenti belli e felici: nella costruzione di una memoria collettiva contano anche i momenti dolorosi, i momenti tremendi.
Questi momenti ci appartengono: a chi oggi come nel 1990 faceva già parte di questa comunità, a chi in questa comunità è arrivato e desidera conoscerne la storia".
Il jet, un Macchi Mb326 dell'Aeronautica, era partito per un'esercitazione da Villafranca (Verona): lo pilotava un sottotenente che tentò invano l'atterraggio di emergenza all'aeroporto di Bologna e riuscì a salvarsi, riportando qualche lesione, lanciandosi con il seggiolino eiettabile. Nel '95 il pilota e due superiori furono condannati in primo grado a due anni e sei mesi di reclusione, ma la Corte d'Appello, e infine la Cassazione nel '98, ribaltarono la sentenza, assolvendo i tre imputati da ogni accusa perché "il fatto non costituisce reato". La strage venne dunque attribuita a un tragico incidente, una fatalità.
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