Sull'immigrazione e la rotta
balcanica l'attenzione "non può che essere massima". Lo ha
sottolineato la neo questore di Trieste, Lilia Fredella,
incontrando la stampa oggi, nel giorno del suo insediamento.
"Mentre stavo partendo verso Trieste - ha spiegato - il
direttore centrale dell'Immigrazione mi ha detto che ci saremmo
sentiti a breve" in merito. "Questa è una delle porte
dell'Italia, forse meno conosciuta rispetto alla porta opposta,
quella del sud. Attraversando molti paesi arrivano da noi una
quota imponente di clandestini. E' un argomento che ho
affrontato dal punto di vista tecnico nei lunghi anni fatti alla
scientifica, occupandomi delle procedure di fotosegnalamento.
Negli anni ho avuto una dimensione molto chiara dell'aumento
progressivo, in particolare riferito ai minori non
accompagnati". Per questo l'attenzione sul fenomeno "non può che
essere massima".
Tra i temi da affrontare, secondo la neo questore, anche la
tecnologia e il digitale e i mutamenti sociali che ne derivano,
con particolare attenzione, ha precisato, ai giovani e agli
anziani.
E sulla violenza di genere, Fredella ha ricordato che la
polizia ha a disposizione un numero di misure per agire, che
sono "un grande strumento". "L'ultimo messaggio che manca, oltre
all'ovvio problema culturale, che va affrontato dal primo giorno
di scuola e dentro le famiglie, è che tutto quello che succede
di negativo sia percepito da una donna come una violenza. Anche
la frase 'ti devi vestire così' è una violenza. Le donne si
devono sentire libere di chiedere aiuto. In certi contesti e in
certe fasce questo passaggio manca".
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