Dopo il recente arrivo in mostra
dello studio de La città che sale (1910) di Umberto Boccioni,
Ritmi di oggetti (1911) di Carlo Carrà e Profumo (1910) di Luigi
Russolo, la mostra Il Tempo del Futurismo, in corso alla
Galleria Nazionale d'Arte Moderna e Contemporanea, si
arricchisce di due nuove opere provenienti da due prestigiose
collezioni private romane. Si tratta di Danseuse (Ballerina in
blue) di Gino Severini (1913) e Saltatore con l'asta di Gerardo
Dottori (1934). In linea con i concetti di divenire e
trasformazione alla base del movimento futurista, l'esposizione,
che ha superato 125.000 visitatori, si rinnova dunque ancora una
volta e a un mese dalla sua chiusura, il prossimo 27 aprile, si
arricchisce di due nuove opere raramente viste ed esposte al
pubblico.
La prima, Danseuse (olio su tela, cm.61x50), in cui è
evidente il rapporto con il cubismo, focalizza uno dei temi
centrali della ricerca di Severini: il movimento drammatico e
dinamico della figura danzante. Durante la giovinezza trascorsa
a Parigi, l'artista aveva sperimentato in prima persona
l'atmosfera inebriante del mondo della danza, nei caffè, nelle
sale da ballo e nei cabaret della città pulsante di vita.
Attraverso queste esperienze, Severini si era reso conto che il
dinamismo e l'energia del mondo moderno si manifestavano non
solo nelle innovazioni tecnologiche e meccaniche, ma anche nelle
evoluzioni frenetiche del corpo umano in movimento, impegnato
nelle nuove danze allora alla moda.
La seconda, Saltatore con l'asta (tempera su tavola,
cm.101,5x155,5) di Dottori, esalta invece la forza dinamica e
l'energia elastica di un atleta che sembra idealmente competere
con il volo di alcuni aerei, in alto, e lo sfrecciare di una
macchina, in basso, il tutto sullo sfondo di uno stadio. È senza
dubbio una delle opere più coinvolgenti fra quelle dedicate
dall'artista allo sport e sembra esemplificare quanto scriveva
in quegli stessi anni il poeta Raniero Nicolai, cantore e
cultore delle discipline sportive: dipingere "lo slancio ideale
dovuto all'ansia di raggiungere traguardi apparentemente
irraggiungibili nella lotta dell'uomo contro la forza di gravità
e contro il tempo".
Nel frattempo, continuano gli eventi collaterali che
affiancano e vivacizzano la mostra. Il 9 aprile alle ore 17.30
si terrà nella Veranda Parolibera la presentazione del catalogo
della mostra edito da Treccani.
Il 10 aprile alle ore 17 si terrà il talk "Futurismo e Natura:
Connessioni Inattese", alla scoperta di un Futurismo più "verde"
di quanto si possa immaginare.
Inoltre, per rendere omaggio all'arrivo della Danseuse
(Ballerina in blue) di Severini, il 12 aprile gli allievi della
Scuola di Danza (diretta da Eleonora Abbagnato) del Teatro
dell'Opera di Roma daranno vita ad un coinvolgente spettacolo
nelle sale della mostra in tre performance durante l'arco dalla
giornata.
La mostra, curata da Gabriele Simongini, celebra l'ottantesimo
anniversario dalla scomparsa del fondatore del Futurismo,
Filippo Tommaso Marinetti, avvenuta il 2 dicembre 1944,
esponendo circa 350 opere d'arte oltre a centocinquanta oggetti,
tra cui arredi, film, libri e manifesti, insieme con un
idrovolante, automobili, motociclette e strumenti scientifici
d'epoca, con un'attenzione particolare alla matrice letteraria
del movimento marinettiano.
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