Pubblico folto al Carlo Felice per la
prima di "Norma" di Bellini. Applausi a scena aperta agli
interpreti, applausi al termine, ma anche qualche buuh per gli
ideatori di scene e regia. Non è stata una "Norma"
indimenticabile. Troppe ombre in uno spettacolo alquanto confuso
e poco lineare. L'allestimento arrivava dal Massimo di Palermo e
dallo Steristerio di Macerata. Un impianto scenico (firmato da
Federica Parolini) fatto di reti (la foresta nella quale rimane
intrappolata Norma), di tante lune invecchiate e decadenti, di
fili che si intrecciano e si infoltiscono.
I registi Luigi Di Gangi e Ugo Giacomazzi hanno proposto una
"loro" Norma, incoerente sul piano della gestualità, poco
accurata nella caratterizzazione dei personaggi e non sempre
emotivamente connessa con la partitura. Sul podio c'era Andrea
Battistoni. La sua lettura, forse un po' troppo baldanzosa in
alcuni momenti del primo atto, ha pienamente convinto nel
secondo in cui il direttore ha trovato sonorità e eleganza
lirica di forte emotività.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA