Posticipare al 2024 l'entrata in
vigore della Riforma del servizio sanitario regionale delle
Marche che 'supera' l'Azienda sanitaria unica regionale Asur e
introduce le Aziende sanitarie territoriali (Ast) al posto delle
Aree Vaste: la "riforma non può essere attuata ad invarianza
finanziaria e in assenza di risorse". A chiederlo in alcuni
emendamenti al Bilancio di previsione 2023-2025 o 'legge di
stabilità' 2023, il Gruppo del Pd in Consiglio regionale. A
spiegare la proposta dem il relatore di minoranza, Fabrizio
Cesetti, che lamenta nella programmazione di bilancio "l'assenza
totale risorse per la sanità quando, dal primo gennaio 2023,
dovrebbe andare in vigore la riforma del servizio sanitario
regionale che non può essere attuata a invarianza finanziaria".
"Non lo dicono solo il consigliere Cesetti o il Gruppo Pd, -
osserva l'esponente dem -, lo dice anche il governo che ha fatto
delle osservazioni su quella legge, dicendo che deve essere
prevista la copertura perché altrimenti si configura la
violazione dell'art. 81 della Costituzione sugli equilibri di
bilancio".
"Abbiamo presentato degli emendamenti - annuncia Cesetti -
per posticipare l'entrata in vigore di questa legge almeno al
primo gennaio 2024 affinché, ad esempio, possa essere varato il
Piano sociosanitario regionale, che è il 'piano regolatore della
sanità', che deve essere l'occasione per riequilibrare le
diseguaglianza esistenti tra i territori in termini di posti
letto, di reti cliniche, di risorse umane strumentali ed
economiche"; ciò, prosegue, "affinché ogni territorio che
domani, sì avrà la personalità giuridica (con le Ast al posto
delle Aree vaste Asur), ma dovrà essere messo nelle condizioni
anche di avere anche un'autonomia organizzativa, finanziaria ed
economica, perché altrimenti non potrà competere con gli altri
territori; e i cittadini di quei territori svantaggiati -
conclude - saranno costretti a migrare in altri territori,
magari fuori regione".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA