"Fin dal 2006 i servizi mi
consigliarono di ritrattare, solo così mi sarei potuto salvare.
Finora non ho avuto mai niente, nessun beneficio per la mia
collaborazione con la magistratura". Lo ha detto Massimo
Ciancimino, teste e imputato nel processo sulla trattativa
Stato-mafia raccontando i momenti che precedettero l'arresto di
Bernardo Provenzano. Dell'arresto del boss e dei conseguenti
problemi che avrebbe avuto lui, Ciancimino parlò con il
giornalista Franco Viviano del quotidiano La Repubblica. "Con
Viviano stavamo sempre insieme, ogni giorno. Vacanze, aperitivi
- ha spiegato - Quando i servizi mi preannunziarono l'arresto di
Provenzano io dissi a Viviano che sarebbe successo qualcosa di
importante che avrebbe pregiudicato la mia situazione
giudiziaria e che mi avrebbero arrestato". A Viviano sarebbero
dovuti andare anche i documenti custoditi da Ciancimino (come il
papello e il contropapello con le proposte di Cosa nostra allo
Stato per cessare le stragi) nel caso in cui gli fosse successo
qualcosa.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA