Dal 4 al 6 maggio, alle 21.15, si
chiude la 55esima stagione internazionale del Teatro Libero con
La locandiera, spettacolo ispirato all'omonima opera di Goldoni,
regia di Andrea Saitta, con Ivan Graziano, Maria Chiara
Pellitteri, Norman Quaglierini e Andrea Saitta.
Le vicende di Mirandolina, giovane e astuta proprietaria di una
locanda ereditata dal padre e da lei gestita con la complicità
del cameriere Fabrizio, divengono qui uno strumento per una
riflessione sui linguaggi e le evoluzioni della commedia
dell'arte al dramma borghese, aspetti che in Goldoni trovano il
punto di snodo proprio ne La locandiera. Il lavoro della
compagnia si concentra sul corpo e il mimo che, insieme alla
danza e al linguaggio del clown teatrale, sviluppano una
scrittura dal ritmo molto serrato e con uno sottofondo di
comicità, trasportando lo spettatore in un mondo fatto di
silenzi, sguardi e ironia. Il personaggio del Marchese nel primo
atto di questo libero adattamento dichiara, ridendo: "Una
Mirandolina muta. Ma non oserebbe tanto neanche il più
spettinato dei capocomici in teatro". In questo ribaltamento e
in una sovrapposizione di codici linguistici sta la chiave di
rilettura del regista, che lavora su una figura femminile
moderna e dai sapori contemporanei, lasciando però immutati gli
sviluppi della trama del capolavoro di Goldoni.
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