Lo tsunami e il disastro di
Fukushima, ma anche la lotta personale con il tumore e il
ritorno alla creazione musicale, da cui è nato il suo ultimo
album da solista, Async, scandiscono 'Ryuichi Sakamoto: Coda',
il documentario di Stephen Nomura Schible, dedicato al grande
musicista giapponese, fuori concorso alla Mostra di Venezia.
"Sono una persona timida e non Amo mostrare la mia vita
quotidiana - dice sorridendo Sakamoto -. Un documentario però
pur essendo ritenuto non fiction in realtà è in una zona di
confine. E in fondo tutti in qualche modo recitiamo nella vita".
Il legame del musicista con il cinema è una parte
fondamentale della sua energia creativa: dalle colonne sonore,
con tanto di Oscar vinto per le musiche de L'ultimo imperatore,
scritte con David Byrne e Cong Su, alle sue rare prove d'attore,
come quella in Furyo (1983) a fianco di David Bowie: "Il cinema
è da sempre una grande fonte di ispirazione per me. Tutta la mia
musica la concepisco come fosse una colonna sonora senza film".
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