Sono aumentati, nel 2024 in Italia, a
quasi 360mila tonnellate i rifiuti da apparecchiature elettriche
ed elettroniche (Raee) domestici avviati a corretto riciclo, in
crescita del 2,5% rispetto all'anno precedente. Lo rileva il
nuovo Rapporto annuale del Centro di coordinamento Raee che dal
2008 sintetizza i risultati della raccolta totale effettuata da
tutti i sistemi collettivi dei produttori di apparecchiature
elettriche ed elettroniche consorziati.
Più nel dettaglio, nel 2024 sono state gestite 358.138
tonnellate di rifiuti elettronici, circa 9.000 in più rispetto
al 2023. A questo dato si deve aggiungere la raccolta volontaria
effettuata dai singoli consorzi, che ammonta a 964 tonnellate.
L'incremento, si legge in una nota, si lega soprattutto alle
buone performance dei rifiuti di elettronica di consumo e
piccoli elettrodomestici.
"Sebbene ancora lontano dagli obiettivi di raccolta fissati
dall'Unione europea, questo risultato è la conferma che il
sistema ha tutte le carte in regola e le risorse per contrastare
dinamiche fisiologiche e per continuare a migliorare le proprie
performance di raccolta" commenta Giuliano Maddalena, presidente
del Centro di Coordinamento Raee.
Quasi tutte le regioni registrano un incremento o una
stabilità, nei volumi raccolti, con variazioni superiori al 5%
in cinque di esse. Si tratta di Valle d'Aosta (+8,7%), Lombardia
(+7,8%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%), Veneto (+6,2%) e
Basilicata (+5,9%).
Fanno eccezione Molise (-17,7%), Emilia Romagna (-3,2%) e
Calabria (-1,9%). A trainare la raccolta nazionale è stato il
Nord Italia con un incremento del 4,1% rispetto al 2023, seguito
dal Centro Italia con il +1,8%. In leggero calo (-0,2%) il
contributo del Sud.
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