Convivialità, sostenibilità e
innovazione - temi della Settimana della cucina italiana nel
mondo, alla sua settima edizione - sono state protagoniste
all'Ambasciata d'Italia a Copenaghen della 'ricetta nazionale'
per la salute e la salvaguardia del pianeta. Espressione diretta
della storia e della cultura, il binomio cibo-cucina è un
potente vettore di creatività, sapiente intreccio fra tradizione
e novità, espressione di identità ma anche efficace strumento di
dialogo e conoscenza reciproca: è quanto hanno saputo
rappresentare gli chef Franco ed Ivan Ramella con un molto
apprezzato menu di specialità e vini biellesi che ha bene
introdotto le rinomate capacità di Biella nel testimoniare le
eccellenze del proprio territorio e della propria imprenditoria.
Dal 2019 Città creativa dell'Unesco, Biella - come ha
ricordato anche l'Assessore per il Commercio, lo sviluppo
economico, l'Unesco ed il nuovo urbanesimo, Barbara Greggio -
interpreta l'evoluzione della cultura tessile italiana ai
livelli più sofisticati e, al tempo stesso, una attenta ricerca
nella cucina locale, curata nel rispetto dell'ambiente e della
sostenibilità. A Copenaghen, oltre a dimostrare la forza del
fattore creativo nell'arricchimento dei rapporti italo-danesi,
quella biellese è divenuta diretta testimonianza della "capacità
italiana di condividere", elemento necessario a "progettare
insieme un ambiente a misura umana", come è il progetto che
l'Italia intende sviluppare con la candidatura di Roma EXPO
2030, evocata durante l'evento, per una comune risposta alle
sfide continue che minacciano il pianeta.
L'importanza della dieta mediterranea e l'esigenza di tener
conto dei ritmi e delle stagioni naturali delle produzioni hanno
inoltre introdotto, in una conferenza dell'ambasciatore del
gusto Giovanni Peggi, il tema della coincidente tutela della
salute individuale e di quella dell'ambiente circostante.
Destinato ad un largo pubblico, l'evento ha confermato
passioni ed idee che uniscono le nuove generazioni e le spingono
a guardare con convinzione ad approcci culinari rispettosi
dell'ambiente e della bio-economia, con criteri sempre più
performanti dei diversi schemi possibili di economia circolare
nei settori di produzione alimentare.
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