"Alcune etnie non hanno la nostra sensibilità verso le donne". Scatenano indignazione, nell'opposizione politica e nelle associazioni, le parole del guardasigilli Carlo Nordio nel suo commento agli ultimi casi di femminicidio in Italia, dopo gli omicidi di Sara Campanella - la 22enne accoltellata per strada a Messina da un suo conoscente - e di Ilaria Sula - l'universitaria uccisa a coltellate a Roma dall'ex di origini filippine. In serata il ministro non si scompone e replica seccamente: "sono polemiche così banali che non le commento".
A suscitare accese reazioni è il ragionamento del ministro fatto a margine di un convegno a Salerno, in merito alla possibilità di altri interventi legislativi sul fenomeno, che secondo i dati del Viminale è per fortuna in calo rispetto allo scorso anno: sono 17 gli omicidi di donne nei primi tre mesi del 2025, in diminuzione del 35% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando erano stati 26.
"È illusorio che l'intervento penale, che già esiste e deve essere mantenuto per affermare l'autorità dello Stato, possa risolvere la situazione - sostiene Nordio - Purtroppo il legislatore e la magistratura possono arrivare entro certi limiti a reprimere questi fatti, che si radicano probabilmente nell'assoluta mancanza non solo di educazione civica ma anche di rispetto verso le persone, soprattutto per quanto riguarda giovani e adulti di etnie che magari non hanno la nostra sensibilità verso le donne".
La prima risposta arriva dalla rete nazionale di centri antiviolenza 'Dire': "Affermazioni sulla famiglia di origine del ragazzo non sono quello che pensiamo possa servire al cambiamento", dice l'associazione puntando il dito anche contro il ddl che introduce il reato di femminicidio, proposto il mese scorso dall'Esecutivo: "Serve altro e i centri antiviolenza si sono da sempre messi a disposizione per lavorare insieme".
Actionaid rincara la dose: "È dal 2023 che è scaduto il piano strategico nazionale sulla violenza maschile contro le donne e il governo non ne ha emanato uno nuovo". Telefono Rosa aggiunge: "Al di là degli stereotipi, la violenza è trasversale e colpisce tutte le donne senza distinzioni".
Sul fronte parlamentare, a insorgere sono innanzitutto le deputate e senatrici del Pd della Commissione bicamerale di inchiesta sul femminicidio, che definiscono "una frase irricevibile e triste, quella del titolare del dicastero della Giustizia", per la quale chiedono una netta presa di distanza da parte del governo. "Non si fermano col razzismo i femminicidi - dicono - Le donne italiane vengono uccise nella stragrande maggioranza da uomini italiani che non accettano di essere lasciati".
Toni simili dalla presidente di Azione Elena Bonetti, della stessa bicamerale, per la quale si tratta di "parole che suonano quanto meno xenofobe, ora noi sappiamo di certo qualcosa in più sull'ignoranza del ministro. Un'ignoranza incompetente sulla composizione sociale del fenomeno".
Critiche arrivano anche dal segretario di Più Europa, Riccardo Magi, il quale ricorda che "nel 2024 su 99 donne uccise, 83 lo sono state stata per mano di un uomo italiano e solo in 16 casi si è trattato di cittadini stranieri", e dalla capogruppo di Avs alla Camera, Luana Zanella, la quale parla di "sciocchezze, forse per compiacere gli amici leghisti del ministro".
Ma in difesa del guardasigilli interviene la capogruppo di Fratelli d'Italia in commissione Affari Sociali, Imma Vietri: "Il fatto che alcune etnie abbiano sensibilità diverse nei confronti delle donne, per via della loro cultura o religione, mi sembra un dato talmente reale che non so come possa essere contestato".
Il viceministro degli Esteri, Edmondo Cirielli, si concentra invece su un altro aspetto riguardante i cittadini stranieri: "devono scontare la detenzione nei Paesi di origine - dice - perché in alcune carceri del nord anche il 40% dei detenuti è straniero: questa è la causa principale dell'affollamento perché calano i reati gravi degli italiani. Di questo ne parlerò anche con il ministro Nordio che sta facendo un grande lavoro e ha una grande sensibilità sul tema della civiltà delle carceri".
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