In settimana è stato approvato il
piano strategico della Federcalcio che ha introdotto la novità
del controllo dell'equilibrio economico-finanziario di tutte le
società. Serie A e Lega Pro hanno espresso parere favorevole, la
B si è astenuta. La posizione della Lega Pro è stata ribadita a
'Radio anch'io sport' dal presidente Matteo Marani: "Ci siamo
espressi a favore perché il primo criterio deve essere quello
del controllo dei conti. Il calcio italiano ha dei numeri molto
pesanti". La Lega Pro "da anni ha iniziato un processo duro e
sofferto di risanamento al proprio interno. Nelle ultime cinque
stagioni la C è l'unica categoria che non produce nuovo debito,
il che significa che i suoi club si sono dati una disciplina
molto severa, e se ne vedono gli effetti. Rispetto a 5 anni fa
l'indebitamento è perfino calato. Il calcio italiano perde un
miliardo e 300 milioni l'anno e le 60 squadre della serie C
incidono per appena 90 milioni, il 6%". "Siamo a favore del
rigore e del controllo dei numeri - ha aggiunto Marani - C'è
bisogno di maggior controllo, disciplina e di massima
trasparenza. Penso che il percorso tracciato dal piano sia
obbligatoriamente da seguire".
I club professionistici in Italia sono troppi? "E' un falso
problema. Faccio notare che l'Inghilterra mantiene preticamente
lo stesso numero di squadre professionistiche, con la differenza
che ha una capacità di produrre ricchezza che noi non abbiamo".
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