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Anche Mel Gibson tra i testimoni del processo a Weinstein

Anche Mel Gibson tra i testimoni del processo a Weinstein

ROMA, 16 ottobre 2022, 16:02

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Mel Gibson potrebbe essere chiamato a testimoniare a Los Angeles contro Harvey Weinstein. La giudice incaricata del processo contro l'ex boss di Miramax ha dichiarato ammissibile la deposizione dell'attore di "Braveheart" e "La passione del Cristo" a sostegno di una delle cinque donne che accusano Weinstein di molestie sessuali e stupri. La donna ha chiesto l'anonimato e al processo e' una massaggiatrice di Los Angeles identificata come 'Jane Doe numero tre'. Afferma che l'ex produttore la aggredi' sessualmente nel 2010, dopo che lei gli aveva fatto un massaggio nella sua camera di albergo. La donna avrebbe parlato della violenza con Gibson durante un altro massaggio e la testimonianza dell'attore ne avvalorerebbe l'accusa. Nel dichiarare ammissibile la deposizione, la giudice Lisa Lench ha negato una richiesta della difesa di interrogare Gibson sulle affermazioni razziste e anti-semitiche che l'attore ha fatto nel corso degli anni. I legali di Weinstein potranno pero' chiedere a Gibson se porta rancori contro l'ex 're di Hollywood' dai tempi in cui il suo 'Passione del Cristo' usci' nelle sale. Quel sanguinoso film sulle ultime 30 ore della vita di Gesu', girato in gran parte in Italia con John Caviezel e Monica Bellucci, fu accusato a Hollywood e tra le associazioni ebraiche americane di essere una collezione di stereotipi contro gli ebrei. Weinstein, che a sua volta e' di origine ebraica, pubblico' poi un libro, 'Passion of the Christ' che contestava la trama del film. Nessuna major americana accetto' comunque all'epoca di 'adottare' la pellicola che Gibson alla fine distribui' da solo facendolo uscire negli Usa nel giorno del Mercoledi' delle Ceneri del 2004 e in Italia per Pasqua. "Quel film creo' una faida tra Gibson e Weinstein", ha argomentato Mark Werksman, uno dei legali del produttore, accusando poi l'attore di voler "riabilitare la sua immagine" presentandosi adesso come un paladino del movimento #MeToo.
   
   

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