"Patrick Lumumba non è mai stato
risarcito da Amanda Knox per averlo calunniato. Non ha ricevuto
un centesimo e nemmeno le scuse": a sottolinearlo è l'avvocato
Carlo Pacelli, legale del cinquantaquattrenne originario del
Congo che passò 14 giorni in carcere perché accusato
dell'omicidio di Meredith Kercher sulla base delle dichiarazioni
agli investigatori rese dall'americana ma poi riconosciuto
estraneo al delitto, scarcerato e prosciolto su richiesta del
pubblico ministero. Il legale si è formalmente opposto alla
richiesta della Knox di rivedere quella condanna ormai
definitiva e di essere assolta.
Per l'avvocato Pacelli la calunnia Lumumba "è un reato
inattaccabile". "Knox andò volontariamente in questura la notte
che fece le dichiarazioni - ha sottolineato con l'ANSA -,
seguendo l'allora fidanzato Raffaele Sollecito. Rimase lì e
spontaneamente accusò Patrick".
L'avvocato Pacelli ha sottolineato quindi come l'americana
"non ritrattò nemmeno nei giorni successivi quelle
dichiarazioni". "Eppure - ha ricordato - in un colloquio con la
madre intercettato in carcere disse che si sentiva in colpa
perché Lumumba era stato arrestato per causa sua. Perché non è
mai andata dal pubblico ministero o dal giudice a dirlo?".
L'avvocato Pacelli ha infine spiegato che con la condanna a
tre anni per calunnia è stato stabilito che Knox dovesse
risarcire il suo assistito al quale è stata assegnata una
provvisionale di 10 mila euro. "Ma lei è nullatenente - ha
concluso il legale - e quindi Patrick non ha ottenuto un
centesimo".
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