"Pensiamo ad una città che sappia
interpretare al meglio il ruolo di capitale del 'cuore verde
d'Italia'. E per farlo, intendiamo mettere al centro della
nostra azione amministrativa, la rigenerazione urbana, la cura e
la valorizzazione del verde, da intendersi finalmente come
un'azione strategica e identitaria e non più un vezzo come la
intende qualcuno": è quanto ha detto Vittoria Ferdinandi,
candidata sindaca di Perugia per centrosinistra e civici, in
occasione dell'incontro al Cva di Casenuove, dal titolo "La
città che recupera" coordinata da Marco Pizzi dell'Università
degli studi di Perugia, a cui sono intervenuti, tra gli altri,
David Grohmann, Leonardo Alfonsi e Piera Pandolfi, candidati
alle prossime elezioni comunali nella lista Anima Perugia.
"Occorre ridefinire il rapporto tra città e paesaggio e lo
faremo attraverso una progettazione che, a partire dall'ascolto
dei bisogni dei cittadini, riesca a sprigionare energie
trasformative che si muovono sulla base di un pensiero lungo e
non sullo schema di un eterno presente a cui ci ha condannato
questa amministrazione fino ad oggi" ha aggiunto.
"In un quadro urbanistico a consumo di suolo zero - sostiene
Ferdinandi in una nota -, come quello che immaginiamo
nell'ambito di un nuovo Prg partecipato dal basso vogliamo dare
vita ad un patto con i costruttori sul fronte della
rigenerazione urbana, un tassello necessario per la
valorizzazione del patrimonio edilizio esistente, residenziale,
commerciale e industriale, in connessione con gli spazi
pubblici. Alcuni di questi spazi possono essere già utilmente
immaginati come luoghi di rilancio della città. Penso ad esempio
al palazzo della Poste, in Piazza Matteotti, che sarà liberato
a seguito della realizzazione della cittadella giudiziaria. In
questo senso riprendo la proposta del professor Belardi:
portiamo lì il nuovo dipartimento di Architettura e Design.
Riportiamo nel cuore del centro storico l'Università con un
corso di studi in architettura, specializzato a livello
internazionale, sui temi del verde e del paesaggio, della
sostenibilità e della rigenerazione urbana. Così possiamo
onorare la vocazione che deve avere il 'cuore verde d'Italia'. E
poi spazio ad un piano per contrastare i cambiamenti climatici
con progetti concreti, dalla valorizzazione degli orti urbani,
sul modello Seattle, un grande progetto di cintura alberata,
creazione di percorsi ciclo-pedonali che servano a ricucire e
valorizzare nostri nostri quartieri, cura condivisa delle aree
verdi e adozione del modello della città spugna per
salvaguardare le nostre risorse idriche e ambientali".
"Il Comune - afferma Ferdinandi - si impegnerà inoltre a
promuovere la conoscenza e implementare la diffusione dei "patti
di collaborazione" come strumento privilegiato di gestione
partecipata e rigenerazione di beni in stato di abbandono, di
titolarità pubblica o privata, finalizzati al soddisfacimento di
diritti fondamentali dei singoli e della comunità".
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