"Un innovativo strumento terapeutico
all'interno della presa in carico psicologica". Così è definita
la 'Video Game Therapy', introdotta dal Servizio per le
dipendenze patologiche (SerD) dell'Usl Valle d'Aosta. "Questa
metodologia, a marchio registrato, introdotta in Italia nel
2019, sfrutta il potenziale dei videogiochi come mezzo di
esplorazione emotiva, sviluppo delle capacità cognitive e
supporto terapeutico" si legge in una nota.
Il progetto si propone di integrare l'utilizzo dei videogiochi
nella pratica psicoterapeutica. "Le sessioni si svolgono in un
ambiente controllato - spiega l'Usl - in cui il paziente gioca
insieme allo psicoterapeuta utilizzando videogiochi selezionati
in base alle tematiche da esplorare, come la cooperazione,
l'empatia e la capacità di scelta. Durante il gioco, lo
psicologo osserva e analizza il comportamento del paziente,
utilizzando le informazioni raccolte sia nel corso della
sessione sia durante le successive sedute individuali". Il SerD
valdostano è il primo in Italia a offrire questo metodo di cura
in modo strutturato all'utenza.
"I videogiochi offrono un ambiente virtuale, una palestra
coinvolgente per la mente, in cui attuare comportamenti senza
conseguenze 'reali', con la possibilità di ripetere e correggere
gli errori di valutazione, provare emozioni in modo interposto
e, più in generale, vivere intere modalità di esistenza per
altri versi inaccessibili, coltivando anche l'empatia" osserva
Gerardo Di Carlo, direttore del SerD.
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