/ricerca/ansait/search.shtml?tag=
Mostra meno

Se hai scelto di non accettare i cookie di profilazione e tracciamento, puoi aderire all’abbonamento "Consentless" a un costo molto accessibile, oppure scegliere un altro abbonamento per accedere ad ANSA.it.

Ti invitiamo a leggere le Condizioni Generali di Servizio, la Cookie Policy e l'Informativa Privacy.

Puoi leggere tutti i titoli di ANSA.it
e 10 contenuti ogni 30 giorni
a €16,99/anno

  • Servizio equivalente a quello accessibile prestando il consenso ai cookie di profilazione pubblicitaria e tracciamento
  • Durata annuale (senza rinnovo automatico)
  • Un pop-up ti avvertirà che hai raggiunto i contenuti consentiti in 30 giorni (potrai continuare a vedere tutti i titoli del sito, ma per aprire altri contenuti dovrai attendere il successivo periodo di 30 giorni)
  • Pubblicità presente ma non profilata o gestibile mediante il pannello delle preferenze
  • Iscrizione alle Newsletter tematiche curate dalle redazioni ANSA.


Per accedere senza limiti a tutti i contenuti di ANSA.it

Scegli il piano di abbonamento più adatto alle tue esigenze.

Zuppi, per il Papa parte da lui 'cambio passo' Chiesa italiana

Zuppi, per il Papa parte da lui 'cambio passo' Chiesa italiana

Incarna ideale rinnovamento. Parolin, "non sarà una passeggiata"

CITTÀ DEL VATICANO, 25 maggio 2022, 19:17

Redazione ANSA

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

- RIPRODUZIONE RISERVATA
- RIPRODUZIONE RISERVATA

(di Fausto Gasparroni) La rapidità con cui ieri papa Francesco ha fatto la sua scelta, nominando il cardinale di Bologna Matteo Maria Zuppi alla presidenza della Cei, nell'ambito della 'terna' votata dall'assemblea, ha sorpreso tutti i vescovi e prima ancora il diretto interessato.
    Un piccolo segnale anche questo della fretta con cui il Pontefice vuole imprimere il suo "rinnovamento" alla Chiesa in Italia. E della "responsabilità" che ricade ora sulle spalle di "don Matteo", come continua a farsi chiamare, di cui è sintomatica anche l'emozione con cui ha affrontato ieri la sua prima dichiarazione ai cronisti. E' proprio su Zuppi, l'ex prete di strada cresciuto nella Comunità di Sant'Egidio, che Bergoglio fonda il "cambio di passo" che vuol vedere nell'episcopato e nel panorama ecclesiale della Penisola, di cui lui, come vescovo di Roma, è il primate.
    Non sono stati rari, in questi nove anni di pontificato, i momenti in cui Francesco ha mal sopportato le lentezze, le ritrosie, le esitazioni con cui la Chiesa nazionale si adeguava alle sue innovazioni. In certi casi anche lamentandosene pubblicamente, come quando, a distanza di quattro anni dal suo discorso programmatico per la Chiesa italiana, pronunciato nel 2015 al V convegno ecclesiale di Firenze, invitò a ripartire da lì perché nulla era stato ancora fatto.
    "E' proprio lo stigma della nostra Chiesa - protestò il 4 maggio di tre anni fa in Laterano -, 'che bello quell'incontro, ha segnalato giusto il cammino'. Oggi se io domandassi 'dite qualcosa del discorso a Firenze', 'si', non ricordo...'. E' entrato nell'alambicco delle distillazioni intellettuali, è finito senza forza, anche come un ricordo".
    Ma il giudizio davvero pesante sulla Chiesa italiana e sul suo vago rapportarsi, nella pratica, alle istanze del pontificato Francesco l'ha dato nella recente intervista al Corriere della Sera. "Spesso ho trovato una mentalità preconciliare che si travestiva da conciliare. In continenti come l'America Latina e l'Africa è stato più facile. In Italia forse è più difficile", ha detto addirittura, aggiungendo poi a proposito dell'imminente scelta del nuovo presidente Cei: "io cerco di trovarne uno che voglia fare un bel cambiamento". E quel momento con Zuppi, una figura che più "conciliare" non si potrebbe, è arrivato.
    A parte l'aver archiviato in fretta il discorso di Firenze, tra quanto è stato rimproverato in questi anni all'episcopato italiano, per fare degli esempi, c'è l'attendismo nell'accettare l'idea del cammino sinodale (poi pressoché 'bruciato' dallo stesso Bergoglio con la convocazione del Sinodo mondiale sulla sinodalità), i ritardi sulla riforma del processo di nullità matrimoniale, la mancata riduzione delle diocesi (ma Francesco procede da sé, accorpandole 'in persona episcopi'), e anche altri dossier. E per smuovere le acque, per imprimere maggior dinamismo in senso bergogliano, Zuppi avrà molto dal lavorare.
    "E' come il Buon samaritano", lo descrive mons. Vincenzo Paglia, che lo conosce bene. Ma per incarnare al meglio l'ideale del "rinnovamento" servirà anche tirar fuori le unghie. "Intendo fargli gli auguri per l'inizio del suo mandato che immagino certamente non sarà una passeggiata. Perché ci sono tanti problemi da affrontare. Evidentemente ci vuole oltre che energia personale anche l'aiuto del Signore", ha detto oggi il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin, che comunque ritiene "che la persona sarà in grado di affrontare tutti questi problemi e condurre la Cei secondo le indicazioni che il Papa gli ha offerto". E su un tema che ha ancora molte resistenze come la possibile inchiesta indipendente sugli abusi sessuali del clero in Italia, oggi un bell'assist è venuto in assemblea Cei dal videomessaggio del cardinale di Boston Sean O'Malley, presidente della Pontificia commissione per la Tutela dei minori, secondo cui "saremo giudicati sulla base della nostra risposta alla crisi di abuso nella Chiesa", e tra gli aspetti per un'adeguata "conversione pastorale" ha indicato, oltre ovviamente a "rimuovere i colpevoli", anche "uno screening adeguato e accurato" e "cooperare con le autorità civili".
    Intanto il suo primo messaggio di saluto il card. Zuppi lo ha inviato alla sua diocesi di Bologna per la benedizione della Madonna di S.Luca. "Quanto dolore in questi anni, prima con la pandemia del Covid e adesso con quella della guerra, inaccettabile, alla quale non possiamo mai abituarci", vi afferma. "La guerra rovina tutto e per sempre. La pace permette la vita e la protegge. Diventiamo artigiani di pace. Tutti lo siamo e lo possiamo essere. Dipende da noi".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Da non perdere

Condividi

O utilizza