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Il Papa riapre il caso Rupnik, "va processato"

Il Papa riapre il caso Rupnik, "va processato"

Deroga a prescrizione. "Non c'è stata vicinanza a vittime abusi"

CITTÀ DEL VATICANO, 27 ottobre 2023, 19:18

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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(di Fausto Gasparroni) Clamorosa decisione del Papa sul caso di padre Marko Rupnik, che a suo giudizio va riaperto e definito tramite un regolare processo all'ex Sant'Uffizio. Per questo Francesco ha disposto una speciale deroga alle norme sulla prescrizione: i casi di presunti abusi psicologici e sessuali su diverse religiose in una comunità di Lubiana negli anni '90 - di cui era accusato il teologo e mosaicista di fama mondiale - non sono più prescritti, e andranno giudicati in un processo canonico.
    La svolta dettata dal Papa, su cui in questi mesi sono piovute critiche per il trattamento 'di favore' concesso all'ex gesuita sloveno, notoriamente suo amico, vede l'impulso del cardinale di Boston Sean O'Malley e della Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori. Ma significativa è anche la concomitanza col Sinodo dei Vescovi sulla sinodalità, che nella sua lettera al 'popolo di Dio' ha messo chiaramente per iscritto che la Chiesa "ha il dovere di ascoltare, in spirito di conversione, coloro che sono stati vittime di abusi commessi da membri del corpo ecclesiale, e di impegnarsi concretamente e strutturalmente affinché ciò non accada più". Proprio la "mancanza di vicinanza" alle diverse vittime che hanno denunciato gli abusi - che non erano su minori, da qui la prescrizione - è stata vista dalla Commissione come uno dei vizi nella gestione della vicenda.
    "Nel mese di settembre la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori ha segnalato al Papa gravi problemi nella gestione del caso di padre Marko Rupnik e la mancanza di vicinanza alle vittime. Di conseguenza il Santo Padre ha chiesto al Dicastero per la Dottrina della Fede di esaminare il caso e ha deciso di derogare alla prescrizione per consentire lo svolgimento di un processo", ha fatto sapere oggi con un comunicato la Sala stampa della Santa Sede. "Il Papa è fermamente convinto che se c'è una cosa che la Chiesa deve imparare dal Sinodo è ascoltare con attenzione e compassione coloro che soffrono, soprattutto coloro che si sentono emarginati dalla Chiesa", aggiunge la nota.
    Negli ultimi giorni, tra l'altro, gli sviluppi del caso, con Rupnik incardinato nella diocesi slovena di Capodistria, sgravato da ogni pendenza e titolare "di tutti i diritti e doveri dei sacerdoti diocesani", oltre ad apparire come un vero schiaffo in faccia alle vittime, hanno messo in forte imbarazzo le autorità ecclesiali.
    Lo scandalo di cui è al centro l'ex gesuita - oggi 68/enne, artista presente in prestigiose chiese di ogni continente, chiamato persino nel 2020 a tenere una predica di Quaresima alla Curia romana - è esploso nel novembre 2022, quando sono emerse le passate denunce sui presunti abusi, descritti da una delle vittime come una "discesa all'inferno". Venuto alla luce anche il caso di assoluzione del complice contro il sesto comandamento, per la Chiesa delitto gravissimo, che provocò la scomunica 'latae sententiae', sebbene questa sia poi stata rimessa dal Dicastero per la Dottrina della Fede. Il 14 giugno scorso Rupnik è stato quindi espulso dalla Compagnia di Gesù per decreto del superiore generale padre Arturo Sosa, per il suo "rifiuto ostinato" di obbedire alle restrizioni impostegli.
    Intanto, dopo una "visita canonica" al Centro Aletti fondato a Roma da Rupnik, il Vicariato ha emesso il mese scorso un comunicato in cui, oltre a 'salvare' l'esistenza della struttura, sembrava riabilitare il fondatore sollevando dubbi sia sulle procedure adottate sul suo conto sia sulla stessa "richiesta di scomunica".
    E' però intervenuta anche la Pontificia Commissione per la Tutela dei minori, che ha contattato le vittime note dell'ex gesuita, chiedendo di incontrarle al fine di esaminare e studiare il modo in cui sono state trattate dalla Chiesa, in particolare dai Gesuiti e dal Vaticano. E oggi, pressoché senza precedenti, la decisione del Papa di far riaprire il processo.
   
   

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