ALL THE BEAUTY AND THE BLOODSHED
di Laura Poitras, vincitrice nel 2015 dell'Oscar per
CITIZENFOUR, è un film diviso in due. Da una parte è un ritratto
documentaristico della storia della fotografa Nan Goldin, che ha
raccontato con i suoi scatti la cultura underground della New
York negli anni '70 e '80 e, dall'altra, della sua lotta
militante contro la famiglia Sackler e la Purdue Pharma,
produttori e promotori dell'OxyContin, farmaco al centro
dell'epidemia degli oppioidi.
Al centro di questo documentario, in concorso al Festival di
Venezia, sonò pero le bellissime opere d'arte di Goldin come
'The Ballad of Sexual Dependency', 'The Other Side', 'Sisters',
'Saints and Sibyls' e 'Memory Lost' in cui la fotografa ritrae
gli amici, spesso ai margini della società, rappresentandoli con
bellezza e spartana tenerezza.
C'è poi appunto la sua lotta contro la famiglia Sackler e la
Purdue Pharma, che all'inizio degli anni Duemila innescò
un'epidemia di dipendenza da oppioidi negli Usa, procurando
miliardi di dollari alla famiglia Sackler, ma anche un bilancio
di oltre 400,000 vittime.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA