Un dialogo tra i sogni e le
necessità, raffinato e a volte feroce, incorniciato in
quell'Italia di fine Settecento condizionata da potenti
divaricazioni sociali. E' l'atmosfera del secondo romanzo della
musicista pescarese Cinzia Zuccarini, edito da Diastema, "Tutti
i nomi dell'anima", che sarà presentato oggi a Milano
nell'ambito della stagione "Musica da Leggere" al Conservatorio
'Giuseppe Verdi'. L'autrice, alle 18,30, dialogherà con Nicky
Hawthorne, l'evento sarà in diretta streaming sulla pagina
Facebook del Conservatorio. Il romanzo sarà poi presentato a
Roma, il 9 dicembre alle 16, nel corso di "Più libri più
liberi".
Ideale continuazione di "La metà di un soldo", il nuovo
romanzo di Zuccarini ne segue l'impostazione, a metà tra diario
e racconto. Annina è una delle orfane del Conservatorio della
Pietà, voce bellissima e solida cultura musicale cancellate dal
marchio della povertà e del rifiuto. La sua storia si incrocia
con quella di un violino, sogno realizzato di un'artigiana
magnifica, moglie e assistente di uno dei più grandi liutai
della storia, Giuseppe Guarneri del Gesù. La ricerca storica su
cui si fonda il romanzo porta in scena le lotte per i diritti
sociali, l'emarginazione da cui le fasce popolari tentano di
affrancarsi, il riscatto di un talento che passa attraverso
l'approvazione maschile. La liutaia Katarina Guarnera svolge un
lavoro da uomo, lo dedica ad altre donne di talento che, come
lei, hanno una parte di esistenza negata. "Credo sia sempre più
necessario lavorare perché anche nella storia della musica
vengano rivalutate tutte le figure femminili che hanno creato
cultura - sottolinea Cinzia Zuccarini - con 'La metà di un
soldo' la ricerca mi ha portato sulla strada delle compositrici,
che hanno creato musica splendida, ma di cui raramente vediamo i
nomi nei programmi di sala dei concerti. E ancora sul ruolo che
istituti come il Conservatorio della Pietà hanno avuto, in
particolare nella formazione di schiere di talenti rimasti
sconosciuti. Esiste anche un'identità femminile che ha creato
arte a livelli altissimi ed è stata letteralmente cancellata
dalla memoria comune".
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