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Genesi diventa il primo museo itinerante di arte contemporanea

Genesi diventa il primo museo itinerante di arte contemporanea

Prima mostra del 2025 dal 4 marzo al Parlamento europeo

MILANO, 27 febbraio 2025, 13:41

Redazione ANSA

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Mostre con le opere della collezione permanente a cui si aggiungono da quest'anno anche due monografiche, esattamente come avviene nei musei.
    L'associazione Genesi, nata nel 2020 "per riflettere sul tema dei diritti umani attraverso l'arte" ora "ha una svolta" e diventa "il primo e unico museo itinerante di arte contemporanea in Italia", come ha spiegato la sua ideatrice Letizia Moratti alla presentazione dell'attività 2025 nella sede milanese dell'università Cattolica, che dall'inizio è uno dei partner di Progetto Genesi.
    L'idea alla base dell'associazione e del Progetto (di cui sono partner anche fondazione Gariwo, fondazione Kennedy, Fai e main sponsor Eni e Intesa Sanpaolo) è quella di creare una collezioni di opere di artisti che provengono da tutto il mondo per esporle in luoghi diversi, facendo in modo che non sia il pubblico ad andare da loro ma viceversa, abbinando a questo anche occasioni di riflessione che finora hanno coinvolto ottomila giovani. Le esposizioni sono state fatte gli anni scorsi nelle sedi dell'università Cattolica, in istituzioni culturali come Villa Panza a Varese, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo a Torino ma anche la sede Onu di Ginevra. A queste d'ora in poi si aggiungono in ogni stagione due esposizioni monografiche su artisti già entrati nella storia, ma che hanno affrontato temi attualissimi.
    Nel 2025 la scelta è caduta su 'Fabio Mauri. De oppressione', in programma alla Triennale di Milano dal 3 dicembre al 15 febbraio 2026, e Louise Nevelson, scultrice americana nata in Ucraina che nella sua attività ha portato avanti i temi dell'ambiente e del riuso e contemporaneamente dell'emancipazione femminile, che sarà in mostra a Palazzo Fava di Bologna dal 30 maggio al 20 luglio.
    Le attività espositive dell'associazione partiranno però da Bruxelles, dove dal 4 al 6 marzo è in programma al Parlamento europeo 'Speculum. De l'autre femme', 12 opere della collezione realizzate da 12 artiste di fama internazionale che esplorano dall'ottica femminile temi legati ai diritti umani. Le opere della collezione Genesi dialogheranno poi dal 5 luglio al 29 novembre, ha spiegato la curatrice Ilaria Bernardi, con opere di Maria Lai nell'esposizione 'La vista non è ancora sguardo' a Ulassai, il comune in provincia di Nuoro dove l'artista ha trascorso gran parte della sua vita.
    In 17 Giardini dei Giusti sarà poi realizzato da Gariwo il progetto artistico di Irene Dionisio 'Davvero verranno i giorni', opera partecipativa per la creazione di una bandiera, a dimostrazione della fragilità del bene e della forza della cooperazione per preservarlo. Genesi conferma il public program e da quest'anno amplia anche l'attività editoriale con una collana di libri monografici mentre è già stato stampato 'Diritti umani: dialoghi interdisciplinari', realizzato con la Cattolica che, ha spiegato la rettrice Elena Beccalli, vuole confermare il suo impegno come "hub dell'arte dell'incontro".
   
   

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