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Pd:'Deficit Inrca Calabria irrisolta, Acquaroli faccia gli atti'

Pd:'Deficit Inrca Calabria irrisolta, Acquaroli faccia gli atti'

Vitri e Casini: Interlocuzioni non servono, pagano i marchigiani

ANCONA, 26 febbraio 2025, 19:59

Redazione ANSA

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"Nell'azione amministrativa contano gli atti non le interlocuzioni e se la Calabria non sana il debito, di 17,5 milioni di euro, della sede dell'Inrca di Cosenza, saranno i cittadini marchigiani a pagare". Il Gruppo consiliare dell'assemblea regionale delle Marche del Pd rilancia l'allarme, già avanzato dalla consigliera Micaela Vitri con una interrogazione in Consiglio regionale del novembre del 2024.   "C'è il rischio concreto - hanno spiegato nel corso di un incontro con la stampa - che il deficit della sede calabrese dell'Istituto ricada sui cittadini" per questo chiedono "nuovamente al presidente della Giunta regionale, Francesco Acquaroli di procedere con una azione amministrativa".
    A conferma che la situazione sia una criticità per l'Istituto, ribadiscono Vitri e la capogruppo Anna Casini - il fatto che non sia riuscito ancora ad approvare il bilancio di previsione del 2025. Determinando un'impossibilità di programmare i servizi e investire risorse, con inevitabili ripercussioni negative sulle cure dei nostri anziani".
    "Il rischio è davvero concreto - ha sottolineato Vitri - . Dopo mesi e mesi di chiusura da parte della Regione Calabria, finalmente si è aperto uno spiraglio grazie proprio alla nostra denuncia. Ora però chiediamo al Presidente Aquaroli di chiudere l'accordo con il suo collega, Presidente della Regione Calabria, affinché questi 17 milioni e mezzo di euro non ricadano sulle Marche". I consiglieri dem ricordano che l'Inrca "è l'istituto specializzato in ricerca e cura nella geriatria. La sede principale e legale, è ad Ancona. Ci sono poi due sedi periferiche, una in Lombardia e una a Cosenza. La sede della Calabria continua ad accumulare debiti su debiti, tanto che ora si è arrivati a superare i 17 milioni. Fino ad oggi - spiega Vitri - la Regione Calabria se ne è lavata le mani, anzi nel 2022 ha escluso l'Inrca dalla gestione sanitaria centrata lasciando i debiti totalmente a carico della sede legale di Ancona".


    "Noi, visto anche quello che sta vivendo la nostra sanità, ci aspettiamo che si intervenga al più presto - hanno ribadito Vitri, Casini e Maurizio Mangialardi -, siamo praticamente sull'orlo del baratro e possiamo ancora evitarlo. Ma affinché questo debito venga totalmente accollato dalla Regione Calabria, come del resto era già avvenuto nel 2018 quando, ricordano i consiglieri dem - venne chiuso un accordo transattivo". Dopo l'accordo transattivo "si ripartì da zero - spiegano - e fu la Regione Calabria a pagare il debito salvo poi consentire che il debito si ricreasse".
    A questo punto è la Regione Marche "a dover fare gli atti che la mettano al riparto dal pagamento del debito che altri hanno creato - sottolinea Vitri - fino ad oggi la Regione Marche non ci risulta abbia fatto nulla. Certo è un bene che finalmente siano riprese le interlocuzioni, grazie proprio al nostro intervento, ora però questo è solo un primo passo, e chiediamo che l'accordo sia chiuso al più presto". Per ora "non c'è il rischio di un impatto negativo sulle prestazioni dell'Inrca "o almeno lo speriamo, ma sicuramente sui conti l'impatto c'è, tanto che anche la Corte dei Conti lo ha scritto e lo ha segnalato".
   

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