L'Associazione "Arquata
Potest" ha portato a termine il recupero dell'antico sentiero di
collegamento tra le frazioni di Spelonga e Vezzano ad Arquata
del Tronto (Ascoli Piceno) comune segnato dal terremoto del
2016. Questo percorso, e gli altri ripristinati in passato,
hanno costituito per secoli (e così fino agli anni '50) le
principali vie di comunicazione, fondamentali per gli
spostamenti degli abitanti della zona, che erano peraltro
obbligati ad inviare diversi membri della propria famiglia
tre/quattro volte all'anno per partecipare alle azioni di
ripristino degli stessi percorsi.
Un recupero quanto mai importante, non solo perché va ad
aumentare il numero dei percorsi già riaperti dall'associazione,
ma soprattutto perché il tracciato in questione andrà a far
parte di un anello che Arquata Potest sta ormai ultimando:
quello, cioè, che collegherà Spelonga e Vezzano anche con l'area
Sae di Pescara del Tronto, al fine di portare sempre più
escursionisti a supportare le attività presenti lungo la
Salaria.
"Quella di Arquata Potest - si legge in una nota
dell'Associazione - è un'azione che viene portata avanti in
maniera caparbia, in contrasto con l'immobilismo che
caratterizza il mancato avvio dei cantieri nelle sette frazioni
tuttora perimetrate (tra cui Vezzano, appunto), a differenza,
invece, del dinamismo che caratterizza i volontari. Evidente
risulta, infatti, il contrasto tra i borghi sulla sponda destra
del Tronto (come Spelonga) dove i cantieri sono fortunatamente
numerosi, e quelli del versante dei Sibillini, dove invece, per
via dei maggiori danni subiti, a distanza di sette anni ancora
non si può neanche lontanamente parlare di ricostruzione".
Negli anni l'Associazione "ha già raggiunto l'obiettivo di
realizzare, attraverso la rete di sentieri ripristinati, un
circuito ad anello denominato G.A.D.A (Grande anello di Arquata)
che ne unisce le frazioni".
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