Visto il grande successo di
pubblico - oltre 35.000 visitatori dall'apertura del 21 ottobre
- la mostra 'Parigi era viva. Les italiens de Paris (1928-1933)'
al Museo Accorsi-Ometto verrà prorogata fino al 27 febbraio.
Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Massimo Campigli,
Filippo de Pisis, René Paresce, Gino Severini, Mario Tozzi sono
i sette artisti che hanno ridisegnato le sorti della pittura
italiana nel XX secolo, in quel quinquennio d'oro, che va dal
1928 al 1933, in cui si è compiuta l'avventura francese de Les
Italiens de Paris.
L'esposizione, curata da Nicoletta Colombo e Giuliana Godio,
restituisce attraverso una settantina di opere il clima
artistico dialogante e provocatorio di un crocevia
spazio-temporale unico e irripetibile. La vicenda del "Gruppo
dei sette" inizia ufficialmente nel 1928, anche se tutti i
componenti sono presenti e operativi nella Ville Lumière da
tempo. Il loro linguaggio, al di là delle diversità tematiche e
stilistiche individuali, si orienta verso un nuovo classicismo
mediterraneo trasognato, con qualche inflessione surreale e
neo-metafisica, in equilibrio tra reale e fantastico, storia e
mito, tradizione e avanguardia.
Il titolo della mostra si ispira a "Parigi era viva",
autobiografia di Gualtieri di San Lazzaro, celebre scrittore e
critico d'arte italiano emigrato a Parigi, in cui vengono
raccontate la vita e le vicende lavorative di Picasso, Matisse e
de Les Italiens.
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