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Morto durante un esorcismo islamico,i parenti a processo

Morto durante un esorcismo islamico,i parenti a processo

Secondo il fratello, lo zio e l'ex moglie "era posseduto dai demoni"

TORINO, 27 febbraio 2025, 18:22

Redazione ANSA

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Morto in esorcismo con rito islamico, 3 fermi nel Torinese - RIPRODUZIONE RISERVATA

Morto in esorcismo con rito islamico, 3 fermi nel Torinese - RIPRODUZIONE RISERVATA

Una pratica di esorcismo con rito islamico finita in tragedia: andranno a processo in tre per la morte di Khalid Lakhrouti, 43 anni, marocchino di Salassa, nel Torinese, trovato morto in casa il 10 febbraio 2024, tre giorni dopo il compleanno. Dovranno rispondere di omicidio volontario lo zio Abdelrhani Lakhrouti, 53 anni, il fratello della vittima Nourddine, 47 anni il prossimo maggio, e l'ex moglie Sara Kharmiz, che compirà 36 anni a maggio. Il processo, davanti alla Corte d'Assise di Ivrea, si aprirà il prossimo 24 aprile.

Non è stato semplice ricostruire quello che accadde quella sera anche perché, in un primo momento, sembrò che il decesso dell'uomo potesse essere riconducibile a un'overdose. È servita una minuziosa indagine dei carabinieri di Cuorgnè e dei colleghi del nucleo operativo della compagnia di Ivrea per aprire il caso. Il quarantatreenne infatti era stato allontanato dall'ex moglie nel 2022, dopo che aveva aggredito la donna e i figli. Secondo i congiunti, l'uomo era posseduto dai demoni e per questo motivo, nelle settimane precedenti al ritrovamento del cadavere, era stato sottoposto ad altre sedute di esorcismo islamico.

La sera del 10 febbraio la situazione sfuggì di mano: l'uomo, secondo le indagini, legato mani e piedi per permettere di effettuare il rito, morì soffocato. Fu l'autopsia a rivelare un'insufficienza respiratoria acuta come causa del decesso. Non dovuta, come si era ipotizzato inizialmente, all'assunzione di stupefacenti, ma "provocata meccanicamente" con una maglia. In particolare con un indumento, poi sequestrato dai carabinieri a casa dell'ex moglie, privo di un bottone, che il medico legale ritrovò nella gola della vittima.

I tre accusati dell'omicidio, nei giorni successivi, avrebbero anche tentato, senza successo, di far sparire le tracce del delitto dall'abitazione di via Cavour. Circostanza confermata da numerose intercettazioni telefoniche. Secondo l'accusa, Khalid era stato sottoposto in quattro occasioni a esorcismo. È agli atti dell'indagine anche la telefonata al 112 della vittima, la notte del 23 gennaio: poche ore prima, l'uomo era stato visitato al pronto soccorso di Ciriè, perché non riusciva più a muovere un braccio. In quell'occasione ammise per la prima volta di avere avuto una crisi durante una pratica d'esorcismo. Uscendo dall'ospedale, Khalid Lakhrouti chiamò il 112, raccontando l'accaduto all'operatore e avvertendolo che se gli fosse capitato qualcosa, sarebbe stata sicuramente colpa del fratello. Ora i tre a processo rischiano l'ergastolo. I figli e il nipote della vittima si sono costituiti parte civile.

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