Una cisterna cinquecentesca nel cuore
della città vecchia di Bari, unico esemplare ancora esistente
fra quelle realizzate nel XVI secolo dalla duchessa Bona Sforza
per fare fronte alla cronica assenza di acqua. Il bene,
danneggiato dal tempo, dall'incuria e dagli atti vandalici, è
tornato a nuova vita grazie al restauro promosso dal Soroptimist
international club di Bari, che ha restituito l'originaria
bellezza al manufatto di proprietà comunale. All'inaugurazione,
questa mattina, hanno partecipato fra gli altri il sindaco
Antonio Decaro, la presidente del club barese di Soroptimist
international Micaela Paparella e il direttore del museo
Diocesano di Bari don Michele Bellino e i rappresentanti delle
realtà che hanno sponsorizzato il restauro - AQP spa, Fondazione
Antonio Laforgia, BCC di Bari e Taranto, Centro di storia
religiosa in Puglia, Galante restauri e conservazioni, Neos
restauri.
"Avere cura dei luoghi e dei simboli della nostra storia
significa amare la nostra città - ha detto Decaro - e custodirla
al meglio per chi verrà dopo di noi". "Anche far conoscere un
luogo o un monumento - ha aggiunto - significa aver cura della
propria città e trasferire un pezzo della nostra storia e della
nostra identità a chi non lo conosce". Paparella ha annunciato
che "in primavera presenteremo una pubblicazione sul restauro
della cisterna che illustrerà nel dettaglio il lavoro eseguito
nei mesi scorsi da Maria Galante con la supervisione e
l'autorizzazione della Soprintendenza". "Il nostro auspicio - ha
concluso - è che questo manufatto, segnalato al pubblico grazie
a una targa con Qr code che porta a una scheda bilingue, possa
rappresentare un nuovo elemento di interesse per chi voglia
conoscere la storia e l'identità della nostra città".
L'intervento di restauro è consistito in accurate attività di
pulitura e rimozione del cemento, trattamento biocida,
stuccature e microstuccature, infiltrazioni di malta in
profondità per facilitare il consolidamento, stuccature di
sostegno e consolidamenti di tipo chimico localizzati.
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