Dal 3 marzo a Palazzo Du Mesnil a
Napoli sarà disponibile per gli studenti dell'Università
L'Orientale e per ogni appassionato la collezione di 108
esemplari di "coppe talismaniche" di produzione islamica,
databili dal XII al XX secolo. Si tratta della donazione da
parte della Collezione Aron all'istituzione pubblica partenopea.
Si tratta di oggetti che provengono da questa "raffinata
collezione di metalli islamici", come sottolinea la curatrice
della raccolta, Veronica Prestini, e costituiscono ad oggi il
più grande insieme di questo tipo al mondo. "Si conoscono
infatti esemplari simili solo in poche altre collezioni: quello
del Museo d'arte islamica del Cairo, la collezione
Gayer-Anderson anch'essa al Cairo, o la collezione Khalili di
Londra", mette in evidenza Prestini.
Gli oggetti saranno esposti al Museo Scerrato
dell'Università. Tra questi alcuni simili a piattini capaci di
stare nel palmo di una mano o speciali scodelle con al centro di
un umbone che ricorda le phiale. In quelli più antichi sono
incisi animali, segni zodiacali e pianeti, o anche ricette e
formule magiche. Le coppe più recenti portano invece testi e
numeri inseriti entro reticolati geometrici. Si tratta
principalmente di passaggi coranici con invocazioni rivolte
soprattutto ad eminenze religiose sciite. "Spesso le coppe sono
firmate e datate da artigiani ed è molto probabile che venissero
donate a chi si recava in pellegrinaggio alla Mecca".
La straordinaria collezione è stata opera di Armando
Tagliacozzo, che ha riunito esemplari a partire dagli anni
Sessanta del secolo scorso. "Tagliacozzo era un collezionista
capace di intraprendere percorsi divergenti e anticonformisti
contribuendo a ridefinire spesso l'intero studio dell'arte
islamica", spiega Prestini. Dopo la pubblicazione di un primo
catalogo sulle coppe ad opera di Roberta Giunta (The Aron
Collection, I, Islamic Magic-Therapeutic Bowls,Istituto per
l'Oriente, C.A. Nallino, Roma, 2018), un secondo volume apparirà
nel 2025 a cura di Michele Bernardini.
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