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Il rapporto tra l'uomo e la tecnologia nelle opere di La Loggia

Il rapporto tra l'uomo e la tecnologia nelle opere di La Loggia

Tele digitali in mostra per il fuori salone fino al 13 aprile

MILANO, 05 aprile 2025, 15:15

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Non è solo una mostra d'arte, ma un invito a interrogarsi sul rapporto tra l'uomo e la tecnologia, sulle sue promesse e sui suoi pericoli, 'Works: 20 anni di sperimentazioni visive', l'esposizione di Emanuele La Loggia che lo spazio di Natsuko Toyofuku, in corso Como a Milano, ospita in occasione della Design Week che si chiuderà il prossimo 13 aprile.
    Quello che l'artista propone è un viaggio che si snoda attraverso immagini digitali stampate su tela e due installazioni scultoree. L'itinerario si apre con un'esplosione di un pixel, un vero e proprio Big Bang, metafora della nascita dell'universo tecnologico per passare a una composizione in cui il pixel si moltiplica come cellule in espansione, simbolo dell'evoluzione digitale che si autoalimenta e cresce senza controllo. Una trasformazione che genera quell'energia rappresentata in un'opera in cui le fiamme si sprigionano con vigore. Il fuoco si trasforma poi in un vortice che trasporta verso una fase di ordine e struttura: Genesi, un quadro dai colori organizzati come in un arcobaleno, che simboleggia un'apparente armonia dopo il caos iniziale.
    Andando avanti c'è il tempo che si ritrova in un orologio che segna il susseguirsi delle ore dal quale sembra necessario fuggire. La via d'uscita è un'opera ipnotica in cui appare un'astronave, seguita da una città buia, simbolo di una società ormai spenta, che viene abbandonata nel tentativo di cercare qualcosa di più grande. Il viaggio continua in un trittico che raffigura la Luna, un pianeta senza vita e l'immensità dell'universo.
    L'ultima parte del percorso si conclude con due opere: Aspettando il buio, con figure evanescenti siedono attorno a tavoli, suggerendo che il viaggio sia stato solo un'illusione. E Ghost che riporta alla realtà più cruda: la tecnologia non è necessariamente un'alleata dell'umanità, ma forse il suo limite più grande. A completare il percorso visivo ci sono due sculture che offrono una riflessione sul dominio tecnologico: un casco con i comandi incorporati direttamente nella sua struttura. e un pannello formato da gettoniere con un unico pulsante rosso su cui campeggia la scritta War.
   

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