Musa e icona felliniana per
eccellenza, Sandra Milo - scomparsa oggi a 90 anni - viene
ricordata anche a Rimini, città natale del maestro del cinema in
cui l'attrice è stata più volte protagonista.
Tra le sue apparizioni in Riviera, rammenta l'amministrazione
comunale riminese, la partecipazione, nel 2010, alla cerimonia
organizzata dalla Fondazione Fellini come madrina dell'edizione
del premio che quell'anno fu assegnato a Paolo Sorrentino e,
negli stessi giorni, alla presentazione in Cineteca di un
documentario dedicato a Flaiano. Nel 1987 portò in Tv il
Bandiera Gialla, celebre locale riminese nato dalla fantasia di
Bibi Ballandi con il famoso programma Piccoli Fans, trasmissione
pomeridiana per bambini. La sua ultima visita a Rimini lo scorso
anno in occasione della sfilata di Alberta Ferretti davanti a
Castel Sismondo, nel cuore outdoor del Museo Fellini.
Il cineasta romagnolo, scrive il Comune di Rimini nel suo
ricordo dell'attrice, "aveva ben chiaro come avrebbe dovuto
essere Carla, l'amante di Guido, il protagonista di quello che
sarebbe stato poi il suo capolavoro, 8½. La descrive all'amico e
co-sceneggiatore Brunello Rondi. E la disegna in una serie di
schizzi pubblicati sui quotidiani e sui rotocalchi nei giorni
del casting. Fellini - viene evidenziato - cerca l'interprete
ideale, l'attrice che incarni una sensualità rubensiana, come la
Sylvia di Anita Ekberg nella Dolce vita, ma più placida, più
bambinesca, più giocosa. E la trova in Sandra Milo".
Dopo 8½, Fellini, che per lei aveva coniato il soprannome
'Sandrocchia', la richiamò in Giulietta degli Spiriti,
affidandole tre ruoli: "l'immagine di lei, in abiti da
cavallerizza, che si dondola su un'altalena foderata di fiori -
conclude il Comune di Rimini - rimarrà forse una delle più
iconiche del cinema di Fellini".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA