Dopo essere stato Papa, killer, ex agente della Cia, libertino francese, pirata spaziale, pittore e persino un polipo (il cattivo dei Pinguini del Madagascar) al cinema e in tv, John Malkovich si è trasformato in un critico musicale sul palcoscenico con The Music Critic, andato in scena al teatro degli Arcimboldi di Milano.
Lo spettacolo - ideato dal violinista, poeta, direttore d'orchestra, comico, compositore e regista Aleksey Igudesman - mette insieme stroncature di critici a grandi artisti come Beethoven, Schumann e Dvorak declamate dallo stesso Malkovich (in inglese con sovratitoli, non sempre esattissimi, in italiano) ad alcuni dei loro brani musicali, eseguiti dallo stesso Igudesman con il pianista Hyung-Ki Joo, la violinista So-Ock Kim, il violista Max Baille e il violoncellista Tom Carroll e come guest star il flautista Massimo Mercelli.
Il risultato è un crescendo musicale e recitativo. Se Beethoven è criticato per la sua "massa di accordi barbari", Brahms è definito da Cajkovskij direttamente un "farabutto" e un "bastardo senza talento" mentre secondo un perfido Nietzsche ha "la malinconia dell'impotenza". Chopin? "è un nulla artistico".
Nessuno è esente da critiche, nemmeno lo stesso Malkovich, che si trova a leggere la recensione di un suo spettacolo a Istanbul in cui il critico si lamenta che l'attore non possa essere deportato perché se ne è già andato. Il tutto mentre i musicisti eseguono il 'Malkovich torment' brano di cui anche la sua voce finisce per far parte.
Non è però questa la conclusione dello spettacolo che mette in luce anche le capacità di showman di Igudesmann che con Joo parte dall'Ave Maria di Bach/Gounod per finire, sotto le bizzarre e divertenti indicazioni di Malkovic, con Astor Piazzolla e coinvolge anche il pubblico in un finale mozartiano in piedi ad applaudire.
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