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Deutsche Bank al 5,18% del Banco, occhi sull'Agricole

Deutsche Bank al 5,18% del Banco, occhi sull'Agricole

Caltagirone si rafforza in Mps e sale all'8%

MILANO, 27 febbraio 2025, 20:38

di Paolo Algisi

ANSACheck
- RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nuovo pesante ingresso nel libro soci di Banco Bpm, impegnata nell'opa su Anima e destinataria dell'offerta ostile di Unicredit. I tedeschi di Deutsche Bank, è emerso dagli aggiornamenti della Consob sulle partecipazioni rilevanti, sono spuntati con una quota del 5,18% nel capitale dell'istituto guidato da Giuseppe Castagna.

La partecipazione, ha fatto sapere un portavoce, è "detenuta per conto di clienti terzi e non è una posizione proprietaria". Più che cedere a suggestioni di duelli incrociati legati alla campagna tedesca di Unicredit - impegnata nel tentativo di scalata di Commerzbank - i radar del mercato si volgono in direzione di Parigi, sede del Credit Agricole. La quota potrebbe infatti servire a regolare i contratti derivati sul 5,2% del Banco che la Banque Vert ha sottoscritto a inizio dicembre, in attesa di ottenere dalla Bce l'ok a superare il 10% di Piazza Meda, di cui detiene il 9,9%. Il risiko non si arresta neanche sul fronte di Mps dove il gruppo Caltagirone ha incrementato la sua quota dal 5 all'8% come segna di fiducia nella banca e nel suo piano ma anche in vista dell'assemblea del 17 aprile sulla delega all'aumento di capitale per l'ops Mediobanca dove saranno schierati anche Delfin con il 9,8% oltre a Banco Bpm e Anima con quasi il 9% complessivo.

L'ingresso in scena di Deutsche Bank, che mantiene il riserbo sui clienti per cui ha costruito la quota, arriva intanto alla vigilia dell'assemblea di Bpm che dovrà approvare la richiesta del cda di alzare da 6,2 a 7 euro il corrispettivo dell'opa su Anima e concedere a Castagna di andare avanti anche senza i benefici del Danish Compromise e anche nel caso in cui l'offerta si concluda con una partecipazione inferiore al 66,67% del capitale.

A questo proposito la banca ha indicato che per realizzare i suoi "programmi" ed estrarre da Anima i circa 60 milioni lordi di sinergie messe a piano basterà disporre del 45% del capitale dell'sgr, quota di fatto già nelle mani del Banco per effetto degli impegni di adesione di Poste, Fsi e dal management della società. La precisazione fa parte delle "informazioni" aggiuntive chieste dalla Consob al Banco in vista dell'assemblea di domani. Nel documento Banco Bpm ribadisce la "forte rilevanza industriale e strategica" dell'acquisizione di Anima anche senza il Danish Compromise e conferma di essere in grado di distribuire 6 miliardi di euro di dividendi mantenendo un Cet1 del 13-13,5% e garantendo un ritorno sull'investimento superiore al 13%.

Per assicurarsi un livello di capitale "adeguato" Castagna ricorrerà a operazioni di cartolarizzazione sintetica (48 punti base) e di ottimizzazione delle partecipazioni (10 punti) oltre a rinunciare alla distribuzione ai soci di un ulteriore miliardo (159 punti) e ad ottimizzare gli asset ponderati per il rischio (15-20 punti). Buio fitto sui tempi in cui la Bce deciderà sul Danish Compromise: il termine, condizionato ai chiarimenti attesi dall'Eba, "non è ancora noto".

 

Unicredit ha messo in guardia i soci del Banco dal rischio che la sua offerta decada qualora dovessero cambiare i termini dell'opa su Anima. La minaccia non dovrebbe impedire ai soci del Banco di approvare a larga maggioranza la proposta del consiglio, con gli investitori istituzionali, indirizzati dai proxy advisor, e alcuni soci rilevanti, come Davide Leone e il patto di consultazione a cui aderiscono fondazioni e casse previdenziali, orientati a votare a favore. L'attesa però è tutta per il Credit Agricole: dal suo orientamento potrebbero infatti arrivare segnali utili per capire se intenderà difendere l'autonomia del Banco, di cui è partner nella bancassicurazione e nel credito al consumo, o invece trattare con Unicredit, attraverso la cui rete distribuisce i fondi di Amundi.

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