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Sindacati commercialisti, 'gravi parole Melillo su riciclaggio'

Sindacati commercialisti, 'gravi parole Melillo su riciclaggio'

Il procuratore aveva parlato di segnalazioni dai professionisti

ROMA, 26 febbraio 2025, 18:33

Redazione ANSA

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"I commercialisti sono consapevoli di essere, con il loro ruolo, un presidio di legalità, conoscono molto bene le loro responsabilità professionali e sociali, motivo per il quale i presidenti delle associazioni nazionali Marco Cuchel (Anc) Mario Michelino (Andoc) e Domenico Posca (Unico) esprimono fermamente il loro disappunto nei confronti delle affermazioni" rese nei giorni scorsi dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, in occasione di un convegno a Napoli sul tema di contrasto al riciclaggio. Secondo il procuratore, recita una nota dei sindacati, "le segnalazioni di operazioni sospette compiute dai professionisti, commercialisti compresi, sono estremamente esigue rispetto a quelle degli operatori bancari e finanziari, e lo stesso ritiene che questa situazione sia il segnale addirittura di una mancanza di crescita culturale e di responsabilità sociale di molte categorie professionali".
    Purtroppo, scrivono i presidenti, "dobbiamo constatare il persistere di luoghi comuni e di informazioni fuorvianti che non corrispondono alla verità dei fatti ed è anche per questo che le parole di Melillo sono particolarmente gravi perché colpiscono la dignità e l'immagine della nostra categoria. È bene ricordare - si legge ancora - che, nell'ambito delle attività di segnalazione, i commercialisti sono chiamati agli stessi adempimenti in capo agli istituti bancari e finanziari", e "quest'ultimi, ovviamente, gestiscono per la natura dell'attività svolta milioni di transazioni". I commercialisti, invece, "per la tipologia del loro lavoro, intervengono solo su una minima parte delle operazioni finanziarie e di certo non dispongono delle stesse strutture e risorse per la compliance, in ogni caso, hanno sempre adempiuto e continuano ad adempiere quotidianamente, con impegno e determinazione, agli obblighi che la legge stabilisce". I vertici di Anc, Andoc e Unico pensano debba "prevalere la qualità delle segnalazioni e quindi, di fatto, la loro fondatezza, e non certo la loro quantità, in tal caso le parole del procuratore nazionale antimafia, ne siamo certi, sarebbero state diverse e in grado di riconoscere il ruolo anche sociale dei professionisti".
   

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