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Abi, chiusure conti correnti non sono fenomeno generalizzato

Abi, chiusure conti correnti non sono fenomeno generalizzato

Torriero, escludere diritto recesso non in linea con ordinamento

ROMA, 27 febbraio 2025, 14:21

Redazione ANSA

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"I casi posti a fondamento dell'esigenza dell'intervento normativo non risultano costituire un fenomeno generalizzato. Si tratta, piuttosto, di specifici episodi, motivati dalle puntuali indicazioni rivenienti dal quadro normativo che le banche sono tenute a rispettare".
    Lo ha detto Gianfranco Torriero, vice direttore generale vicario dell'Abi, in audizione alla Commissione Finanze della Camera sulla proposta di legge in materia di obbligo di contrarre e recesso della banca nei rapporti di conto corrente, nella quale i proponenti sollevano i casi di correntisti che, negli ultimi anni, hanno visto chiudere, "unilateralmente e senza motivo, il rapporto di conto corrente dalla propria banca, pur in presenza di saldi attivi, costringendoli per effetto delle segnalazioni interbancarie a non poter più disporre delle proprie provviste".
    Torriero ha spiegato che le segnalazioni bancarie sono legate a "un rapporto creditizio, quale ad esempio l'apertura di credito in conto corrente, e non già ad un rapporto di conto corrente 'ordinario', a cui non è automaticamente collegata alcuna forma di finanziamento" e che le "esigenze di bancarizzazione (e di inclusione finanziaria) della clientela consumeristica" sono "già ampiamente soddisfatte dalla regolamentazione del conto di base" offerto obbligatoriamente da banche, Poste Italiane spa e altri intermediari finanziari in base al Testo unico bancario. Tuttavia "dalla natura privatistica dell'attività della banca discende l'impossibilità di configurare in capo all'intermediario un generalizzato 'obbligo a contrarre'": al contrario "la banca ha il dovere di valutare sempre le singole richieste di apertura di conti correnti, applicando rigorosamente i criteri di diligenza professionale, buona fede e correttezza".
    Secondo l'Abi intervenire, come fa il ddl, sul diritto di recesso della banca e, nel caso di rapporti di conto corrente a tempo determinato o indeterminato, escludendo l'esercizio di tale diritto 'quando i saldi siano in attivo' "non appare in linea con i principi civilistici del nostro ordinamento giuridico".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

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