L'Unione europea tesse la sua tela globale con un timing volutamente serrato pur di uscire dall'angolo politico ed economico in cui i dazi degli Stati Uniti vorrebbero spingerla. Nelle settimane scorse intese commerciali ai Caraibi, poi accordi con il Messico e la Malesia.
Oggi la missione in India, poi in Cina per risolvere il nodo delle e-car, quindi a Singapore, il 13 marzo il summit Ue-Sudafrica, il 3-4 aprile il primo vertice Ue-Asia Centrale in Uzbekistan. Con un ritmo febbrile Bruxelles vuole rafforzare le sue partnership commerciali per aprire nuovi mercati ma anche rilanciare il proprio ruolo geostrategico. La parola d'ordine a palazzo Berlaymont è far presto, rispondere punto su punto, con una manovra avvolgente, alle bordate che arrivano da Washington, per non finire stritolata dai dazi americani e da un ipotetico G3, formato dalle tre grandi superpotenze, gli Usa, la Cina e la Russia.
Con questo spirito Ursula Von der Leyen, che non ha ancora avuto un contatto diretto con Donald Trump, è volata in India, insieme a tutto il collegio dei commissari, per incontrarsi con Narendra Modi, premier della più grande democrazia del mondo.
"In un'epoca di conflitti e intensa competizione - ha annunciato su X appena atterrata a Delhi - c'è bisogno di amici fidati. Per l'Europa, l'India è un'amica e un'alleata strategica. Discuterò con Modi di come portare la nostra partnership strategica al livello successivo".
Nessuno si aspetta grandi risultati concreti oltre a una dichiarazione finale congiunta di cooperazione su settori trainanti come intelligenza artificiale, auto elettriche, microchip e tlc. Ma la missione ha soprattutto lo scopo di preparare il terreno per un vertice bilaterale che si terrà nella seconda metà di quest'anno. L'Ue del resto è già il principale partner commerciale dell'India, con 124 miliardi di euro di scambi di merci nel 2023, oltre il 12% del commercio indiano totale. Ed è evidente che questo mercato in crescita offre opportunità chiave per il futuro dell'economia europea.
Un'azione coordinata, tanto che nel momento in cui von del Leyen rendeva omaggio alla tomba di Gandhi, a Bruxelles è trapelata la notizia che il commissario Ue per il commercio, Maros Sefcovic, che ieri era a Washington, a fine marzo volerà a Pechino. Si incontrerà con il suo omologo Wang Wentao: fonti Ue confermano che il piatto forte al centro del loro colloquio sarà un possibile accordo sui dazi sulle importazioni di auto elettriche cinesi. La disputa è tuttora pendente al Wto, ma i contatti tra le parti proseguono ormai da mesi per arrivare a una soluzione comune che potrebbe portare alla revoca delle misure imposte da Bruxelles.
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