La modesta quantità di testosterone
nelle urine prelevate a Alex Schwazer l'1 gennaio 2016 in un
controllo anti-doping "non è in grado di influenzare le
prestazioni" mentre "non è però possibile escludere a priori una
manipolazione del campione e, in generale, un'azione fraudolenta
contro Schwazer per colpire la sua nuova immagine di atleta
pulito dal doping e di conseguenza la credibilità e l'impegno
anti-doping di Alessandro Donati". Così la difesa dell'atleta
altoatesino nella relazione tecnica inviata a Tas e Iaaf.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA