Dall'astrattismo spirituale di Wassily Kandinsky al silenzio illuminato di John Cage, una grande mostra allestita dall'11 novembre al 25 febbraio negli spazi di Palazzo Magnani, a Reggio Emilia, racconterà la strettissima correlazione tra arti visive e musica consumatasi per tutto il '900. Esposte opere di Max Klinger, Paul Klee, Constantin Ciurlionis, Arnold Schoenberg, Marianne Werefkin, Fausto Melotti, Nicolas De Stael, Giulio Turcato, Robert Rauschenberg, in cui gli aspetti dell'interiorità e della spiritualità sono stati indagati come temi aperti, capaci di raccogliere le più diverse suggestioni.
L'importante rassegna, dal titolo 'Kandinsky→Cage: Musica e Spirituale nell'Arte', è stata promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani e Skira Editore con la curatela di Martina Mazzotta, supportata da un Comitato scientifico, presieduto da Paolo Repetto e composto da musicologi, storici dell'arte e filosofi, come Michele Porzio e Gillo Dorfles.
''A partire dalla fine dell''800, e poi fino ai giorni nostri, si può individuare un filo rosso che pone la musica in connessione con gli sviluppi dell'arte moderna e contemporanea - dice la curatrice - Non vi è artista che non si sia confrontato con l'immaterialità dell'arte-sorella, con la sua sovrana indipendenza dal mondo del visibile e dalle finalità riproduttive''. Ecco dunque che la selezione della Mazzotta porterà a Reggio Emilia preziosi bozzetti di opere di Richard Wagner (dell'Archivio Ricordi di Milano), la 'Fantasia di Brahms' di Max Klinger e una serie di Lubok. Per non parlare di uno straordinario nucleo di circa 50 opere di Kandinsky, tra dipinti, acquerelli, grafiche, provenienti da musei e collezioni private. Alcuni di questi lavori hanno un carattere eminentemente musicale, come gli acquerelli dipinti per gli spettacoli teatrali (del Centre Pompidou) e per 'Quadri di un'Esposizione' sulla musica di Mussorgskij (da Colonia).
Dal confronto dialettico con un musicista e artista come Ciurlionis, nonché dalle suggestioni della musica atonale dell'amico Schoenberg, Kandinsky giungeva intorno al 1910 all'astrattismo spirituale aprendo la via al suono interiore dei segni e dei colori, alla continua ascesa verso la libertà della materia. Le espressioni artistiche, ricondotte all'unità del soggetto e al suo ruolo di artefice, spostavano così l'attenzione sull'interiorità, su quello che Kandinsky chiamava 'lo spirituale nell'arte'.
La musica restava tuttavia l'ambito privilegiato, nel percorso di Kandinsky come in quello degli altri artisti in mostra, per proseguire verso la via dell'arte astratta, da interpretare anche in senso mistico, antroposofico, religioso e cosmico. A una sezione su Paul Klee, protagonista imprescindibile in questo contesto, seguirà un omaggio alla grande pittrice, legata a Kandinsky e al Cavaliere Azzurro, Marianne von Werefkin. Il percorso proseguirà con tre artisti dei primi anni '50, particolarmente legati alla musica e alla spiritualità: Nicolas De Stael e Fausto Melotti, entrambi connessi alla figura del collezionista e musicologo Luigi Magnani (proprietario dell'omonimo Palazzo che ospita la mostra) e dei quali vengono presentati e riscoperti preziosi dipinti e sculture musicali, e Giulio Turcato. La mostra si concluderà con un ampio omaggio a John Cage, il musicista, pensatore, poeta e artista americano, i cui principi di risonanza interiore e della concezione dell'arte quale tramite privilegiato di idee universali, presenta analogie, rimandi e corrispondenze con la spiritualità di Kandinsky.
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