Un'antica chiave di ferro, di uno dei grandi portoni del museo, passata simbolicamente di mano: si è chiusa così l'era di Eike Schmidt agli Uffizi dopo otto anni di 'governo', primo straniero alla guida del celebre museo e di Palazzo Pitti e Boboli. A prendere la chiave è stato il nuovo direttore delle Gallerie degli Uffizi, Simone Verde, che insieme al suo predecessore ha anche scoperto la targa che intitola all'ex soprintendente del Polo museale fiorentino ed ex ministro Antonio Paolucci, scomparso nei giorni scorsi, proprio l'auditorium in cui si è svolto il passaggio di consegne.
Una giornata caratterizzata anche da un nuovo blitz di Ultima Generazione agli Uffizi: militanti nel pomeriggio hanno ricoperto La Nascita della Venere di Botticelli con immagini delle alluvioni di Campi Bisenzio attaccate con scotch di carta alla teca che protegge il capolavoro. Il gesto non ha provocato danni, ma ha scatenato commenti di biasimo e ha portato alla denuncia di tre attivisti. Già nel luglio 2022 Ultima generazione aveva colpito agli Uffizi: allora militanti si erano 'incollati' al vetro che protegge la Primavera di Botticelli. "Sono venuto a Firenze appositamente per questa cerimonia - ha detto Schmidt - subito dopo tornerò al museo che dirigo a Napoli, Capodimonte; agli Uffizi c'è ancora moltissimo da fare e con un po' di fortuna alla fine dei primi quattro anni della direzione di Verde potrebbero essere raddoppiati i 60 milioni di introiti del 2023". Verde, intenzionato a raccogliere la sfida, spiega subito che lavorerà non solo per rafforzare la posizione degli Uffizi come più importante museo italiano, ma per renderlo "il polo centrale di tutto il sistema nazionale dei musei: perché gli Uffizi, di questo sistema, sono il punto di riferimento naturale".
Tra i vari progetti annunciati "un centro studi intitolato ad Antonio Paolucci, fondato sulla base del suo fondo librario donato dal figlio al museo" che "ci permetterà di avere un polo scientifico internazionale", la creazione di una sezione alla Galleria delle Statue e delle pitture di storia delle collezioni, "l'assoluto rilancio" del Tesoro dei Granduchi e di Palazzo Pitti perché "bisogna far crescere Pitti, non possiamo pensare di far crescere ancora i numeri degli Uffizi perché questo porterebbe dei problemi di sostenibilità". Tra i progetti snocciolati da Verde anche l'avvio, sempre a Pitti, del progetto depositi aperti per offrire alla visione del pubblico il prestigioso patrimonio di mobilia storica della reggia e i progetti di valorizzazione del giardino di Boboli. Spazio però anche al digitale. "Cinque milioni di visitatori significano anche la necessità di migliorare e ampliare i servizi - ha detto - di smaterializzare i biglietti e introdurre apparati di mediazione digitale". Il nuovo direttore ha poi annunciato che il museo è al lavoro "per attivare una apertura serale settimanale destinata ai fiorentini". Sui grandi temi del museo, Verde ha spiegato che "a breve sarà annunciata una data di riapertura" del Corridoio Vasariano "che dovrà essere piuttosto ravvicinata", mentre sulla loggia per l'uscita degli Uffizi ha osservato: "Isozaki aveva fatto un progetto concepito per 1,2 milioni di visitatori, ma oggi siamo a 5 milioni di visitatori", quindi, "anziché guardare la cosa negativa, cioè che la loggia non si fa più, guarderei quella positiva, di come noi ripensiamo gli ingressi e i percorsi per i visitatori che si sono quintuplicati e che continueranno a crescere".
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