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Una vampira simbolo della new wave iraniana

Una vampira simbolo della new wave iraniana

In sala, A Girl Walks Home Alone at Night di Lily Amirpour

ROMA, 21 giugno 2016, 10:04

Francesco Gallo

ANSACheck

- RIPRODUZIONE RISERVATA

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(ANSA) - ROMA - Un film iraniano senza Iran. Questo potrebbe essere il titolo paradossale di 'A Girl Walks Home Alone at Night' di Ana Lily Amirpour in sala con Academy 2 dal 27 giugno per la rassegna 'Nuovo Cinema Teheran'. Di scena una vampira, droghe, una citta' fantasma (Bad City), sangue, prostitute e auto americane. Ovvero una fusione di generi, tra citazioni horror, spaghetti western, noir, autori come David Lynch e Tarantino, graphic novel e New Wave iraniano, tecno e musica alla Morricone.

Girato in un perfetto bianco e nero a Taft (California), l'opera prima della londinese di origine iraniana Ana Lily Amirpour si diverte insomma a citare mettendo in campo una citta' iraniana fantasma, molto maledetta, dove una vampira solitaria (Sheila Vand), con un certo senso etico, minaccia gli abitanti brutti, sporchi e cattivi girando su un lugubre skateboard. Ma quando la ragazza incontra Arash (il James Dean iraniano interpretato da Arash Marandi), qualcosa smuove i suoi sentimenti fino forse a redimerla almeno un po'. Tra gli altri protagonisti Hossein 'The Junkie', padre tossico di Arash; Atti, la prostituta, (Mozhan Marno') e Saeed 'The Pimp' (Dominic Rains), spacciatore feroce e super-tatuato. ''E' come se Sergio Leone, David Lynch, fondassero una band iraniana di bambini che suonano rock e Nosferatu fosse chiamato a fargli da babysitter - dice la regista nelle sue note -. girato in bianco e nero, ha una folle colonna sonora e un cast incredibile. Volevo realizzare un film iraniano - continua -, ma il problema era come? Non potendo girare in Iran, la soluzione e' diventata l'idea del film. Ho trovato un luogo desolato, una citta' petrolifera abbandonata nel deserto della California che diventa nel film, la citta' fantasma 'Bad City' dove non esistono leggi. Ho creato il mio luogo ideale e ho scelto le mie leggi. I personaggi sono ispirati alle icone che ho amato dagli anni Cinquanta agli anni Novanta come James Dean, Sophia Loren e il Vampiro. Volevo - conclude - che sembrasse un luogo senza tempo e per completare l'epicita' e l'atmosfera surreale della storia ho girato in bianco e nero anamorfico e l'ho realizzato come se fosse una Graphic Novel''.

Il film, dice ancora Lily Amirpour, è ''solo un frammento della lunga esistenza di questi esseri della notte ed ero cosi eccitata da tutte questa mitologia sui vampiri diffusa in tutto il mondo che ho deciso di realizzare, insieme al film, anche una graphic novel intitolata Death is the Answer''. Ana Lily Amirpour ha realizzato il suo primo film horror, interpretato dagli invitati ad un pigiama party, a soli dodici anni. Si e dedicata poi a pittura, scultura ed ha fatto poi parte di una banda indie rock con cui ha girato l'Iran, prima di spostarsi a Los Angeles per realizzare i suoi film. Il film è stato nominato nel 2012 per il Berlin Today Awards ed e stato presentato al Sundance Film Festival.

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