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L'Antonia (Pozzi) raccontata da Cognetti

L'Antonia (Pozzi) raccontata da Cognetti

Bellissima biografia critica attraverso poesie e lettere

ROMA, 19 agosto 2021, 10:14

Redazione ANSA

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- RIPRODUZIONE RISERVATA

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(di Elisabetta Stefanelli) PAOLO COGNETTI, 'L'ANTONIA. Poesie, lettere e fotografie di Antonia Pozzi scelte e raccontate da Paolo Cognetti'. (Ponte alle grazie, pag. 234, euro 16,00).
    E' prima di tutto l'omaggio appassionato di uno scrittore ad una poetessa che come lui ha ha amato profondamente la montagna il bel libro che Paolo Cognetti dedica ad Antonia Pozzi. E' infatti sostanzialmente una biografia che ripercorre le stagioni della breve vita dell'artista morta suicida ad appena 26 anni.
    Ma Antonia è come se parlasse in prima persona attraverso una lettura attenta delle sue lettere e dei suoi versi, mentre il libro si trasforma contemporaneamente in un saggio di critica letteraria che scava a fondo nell'anima di una scrittrice che ha iniziato a comporre versi alla giovane età di 17 anni e che non ha mai pubblicato nulla in vita. Una vita stroncata insomma da molti punti di vista, mai riconosciuto il suo valore letterario e, pagina dopo pagina, si scopre mai riconosciuto il suo valore come persona. Eppure L'Antonia era veramente una donna speciale, forse troppo per il suo tempo ci fa capire Congnetti con la giusta discrezione, troppo per una donna negli anni in cui è vissuta, troppo speciale. Nata il 13 febbraio del 1912 da una ricca e potente famiglia milanese, Antonia riceve un'educazione che la porta su vette inesplorate per una donna del tempo.
    Viaggia, studia, assapora una libertà quasi surreale negli anni in cui l'Europa sprofonda verso la seconda guerra mondiale che lei non vedrà mai. Con un padre arrampicatore sociale che aderisce al fascismo e diventa persino podestà, lei è capace di uno sguardo sul mondo che non la lascia insensibile al male sociale a quella politica che pure non entra mai neppure tangenzialmente nelle sue lettere, forse per paura. E' rapita da amori impossibili, che per primi la portano a trasferire su carta i suoi sentimenti. L'amore a 17 anni per il professore-mentore con cui condivide la passione per la letteratura e poco altro. Lui Antonio Maria Cervi, ha più di 35 anni, è sardo ma vive a Roma, e il padre non accetta neanche lontanamente questo rapporto che sicuramente non è adatto ad una giovane del suo rango. ''E poi - se accadrà ch'io me ne vada - / resterà qualchecosa/ di me/ nel mio mondo- / resterà un'esile scia di silenzio/ in mezzo alle voci-/ un tenue fiato di bianco/ in cuore all'azzurro-''. L'amore per la montagna, soggetto dei suoi versi e anche delle sue bellissime fotografie che spesso sono l'immagine speculare delle parole scritte. Montagna che vive veramente quando riesce ad affrontarla in tenda, nelle arrampicate con alcuni maestri di primo piano come Emilio Comici e non nei ricchi alberghi che si può permettere ma le sono estranei. Montagne da vivere, da conquistare, con un senso di libertà assoluta: dal Pasturo con la casa voluta dal padre dove dal suo studio vede la Grigna, alle Dolomiti, al Cervino.
    L'amore per i viaggi, e l'Inghilterra dove risiederà a lungo felice come forse mai nel resto della vita. Il suo sogno incompiuto si infrange forse proprio nel momento in cui conosce persone del suo livello, quando all'Università si laurea in estetica con Antonio Banfi ed ha come compagni di corso Vittorio Sereni e Remo Cantoni. E' qui che il suo sogno si infrange sul suo essere donna come un macigno e nelle lettere ripeterà sempre di più una frase drammatica sulla sua incapacità di essere ''una vera donna''. Non le sarà d'aiuto l'amore per un personaggio di indubbio spessore come Dino Formaggio, troppo giovane troppo preso da obiettivi che non prevedono la difficoltà di affrontare un matrimonio con la figlia di un podestà negli anni - siamo nel 1938 - in cui tutto precipita. E Antonia deciderà che l'unico modo di essere libera forse è quello di ingoiare una grande quantità di barbiturici, da sola, in un fosso. Ci rimangono le sue poesie, di straziante quanto semplice bellezza che, almeno postuma, le hanno dato la fama di poetessa tra le maggiori del secolo scorso.
   

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