Socialisti all'Eliseo per negoziare
con Emmanuel Macron il varo di un "governo di interesse
generale" ma anche - come conferma il segretario del partito,
Olivier Faure - "pronti a discutere sulla riforma delle
pensioni". Finora, la riforma più contestata dalle opposizioni,
era stato un muro invalicabile per il Nuovo Fronte Popolare a
sinistra, e per il Rassemblement National all'estrema destra.
"Sono cosciente - ha detto Faure, invitato a France Info - del
fatto che bisogna trovare del denaro". Ritiene quindi che si
debba prima di tutto "congelare" la riforma che ha aumentato
l'età minima per la pensione da 62 a 64 anni per consentire a
chi aveva previsto di uscire a 62 di farlo. Poi, ha spiegato,
"si organizzi una conferenza per il finanziamento", al termine
della quale la riforma che consente di finanziare il regime
pensionistico potrà essere riscritta.
Furiosi i dirigenti de La France Insoumise: "Per entrare in
una coalizione con i macroniani - scrive su X il coordinatore
del partito di Mélenchon, Manuel Bompard - il Partito socialista
è ormai disposto a rinunciare all'abrogazione della pensione a
64 anni. Il giuramento dell'8 giugno 2023 di 'fare tutto' per
questa abrogazione è stato già sepolto? Stupefacente".
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