A sollevare la questione della
competenza territoriale era stato il difensore della ministra,
Nicolò Pelanda, che oggi ha ribadito la sua posizione in favore
di Roma, ritenendo che sia il luogo non solo dove si trova il
server dell'Inps, ma soprattutto dove è stato effettuato il
primo pagamento a uno dei dipendenti Visibilia relativo alla
cassa integrazione, ossia su un conto bancario romano. Non così
per la Procura milanese, per il pg e per il legale dell'Inps
Aldo Tagliente, poichè la presunta truffa contestata sarebbe
avvenuta con una condotta "continuata" su tutti i dipendenti e
con l'ultimo pagamento su un conto a Milano di un altro
dipendente. Quindi la competenza si radicherebbe nel capoluogo
lombardo.
Per domani è attesa la decisione della Suprema Corte a cui
il gup Tiziana Gueli, in sede di udienza preliminare lo scorso
23 ottobre, anche in base alla riforma Cartabia, aveva
trasmesso gli atti per dirimere la questione.
Secondo l'ipotesi dei pm Marina Gravina e Luigi Luzi, che
hanno coordinato l'indagine assieme all'ex aggiunto e ora
procuratrice a Lodi Laura Pedio, la parlamentare, il compagno
Dimitri Kunz e Paolo Giuseppe Concordia, collaboratore esterno
con funzioni di gestione del personale di Visibilia Editore e
Visibilia Concessionaria - società del gruppo fondato dalla
ministra e dal quale è uscita nel 2022 - , sarebbero stati
consapevoli di aver richiesto e ottenuto "indebitamente" la
cassa integrazione in deroga "a sostegno delle imprese colpite
dagli effetti" della pandemia Covid per 13 dipendenti per oltre
126mila euro.
A Santanchè, così come agli altri due, viene imputato dai pm
di aver "dichiarato falsamente" che quei dipendenti fossero in
cassa "a zero ore", mentre invece svolgevano le "proprie
mansioni" in "smart working".
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