Aumenta la pressione alla Borsa di
Tokyo sui titoli delle case auto del Giappone, già ampiamente
penalizzate sulle piazze finanziarie in anticipazione dei dazi
del 25% voluti dall'amministrazione Trump sulle importazioni di
veicoli negli Stati Uniti, un mercato di sbocco considerato
insostituibile dal comparto dell'automotive nipponico e l'intero
indotto. Secondo il sito automobilistico americano Carpro,
tre delle prime cinque case automobilistiche negli Usa per
volume di vendite nel 2024 sono giapponesi, con Toyota al primo
posto, con 1,98 milioni di veicoli venduti nel corso dell'anno,
battendo i pesi massimi nazionali Ford e Chevrolet, seguite da
Honda e Nissan. Nelle ultime cinque sessioni Toyota ha lasciato
sul terreno il 7%, il titolo di Honda nello stesso periodo ha
fatto segnare una correzione del 9% e ancora maggiore è la
flessione di Nissan con un meno 10%.
Anche se le case automobilistiche volessero spostare la
produzione negli Stati Uniti per evitare i dazi, dicono gli
analisti, il trasferimento delle fabbriche non potrebbe avvenire
in tempi rapidi e richiederebbe miliardi di dollari di
investimenti. Sebbene pesi massimi come Toyota e Nissan abbiano
grandi impianti di produzione negli Usa, inoltre non saranno in
grado di aumentare l'output abbastanza da compensare l'impatto
delle tariffe. Le automobili hanno rappresentato il 28,3% di
tutte le esportazioni giapponesi negli Stati Uniti nel 2024.
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