Sono state avviate ufficialmente
questo pomeriggio le attività di scavo archeologico, di studio
delle rovine e le operazioni che riporteranno alla luce le parti
ancora nascoste di Borgo Castello ad Andora (Savona). Si tratta
di operazioni affidate dal Comune all'Università di Genova,
sotto la direzione dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti
e Paesaggio, che rientrano nell'ambito del progetto di recupero
e rigenerazione urbana "Remember the past to build the future",
finanziato con 20 milioni di euro nell'ambito del Pnrr.
Nel 2026, termine ultimo per terminare i lavori, Borgo
Castello offrirà esperienze uniche in Liguria, diventando un
ulteriore polo attrattivo sia dal punto turistico che culturale
è stato spiegato all'avvio dei lavori. "Il lavoro di pulizia
dalle piante infestanti, presenti da decenni, ha portato alla
luce un complesso di ruderi di grande bellezza - spiega il
presidente e assessore alla cultura della Regione Liguria
Giovanni Toti, che ha simbolicamente avviato gli scavi - che
permettono di comprendere quale fosse l'ampiezza e la struttura
di questo affascinante borgo. L'obiettivo è quello di farlo
rinascere, ripopolarlo e rivitalizzarlo attraverso la
rigenerazione dei ruderi esistenti e il recupero del patrimonio
archeologico, botanico, delle tradizioni liguri, degli antichi
mestieri, anche grazie all'utilizzo della realtà virtuale
aumentata che sarà in forma itinerante".
La realtà aumentata dinamica permetterà ai visitatori di
scegliere fra l' esperienza tangibile del borgo (culturale,
agricola, storica) e quella "virtuale" in cui gli scenari reali
si animeranno di figure e attività del passato semplicemente
indossando un paio di visori anche mentre si passeggia per il
borgo. "Siamo consci della straordinaria possibilità conquistata
- commenta il sindaco Mauro Demichelis - e confermiamo tutto il
nostro impegno per dare alla Liguria un polo di attrazione
turistica unico con indubbie ricadute economiche e
occupazionali".
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