"La Torino dell'ultimo decennio è
stata in prevalenza fragile, con esempi di resilienza tra le
aziende e nei settori della cultura e del turismo, ma oggi ci
viene richiesto di fare un passo ulteriore, di diventare
antifragili, cioè di riuscire non solo a non spezzarci dopo una
crisi, ma a uscirne modificati, facendo tesoro del cambiamento".
Lo ha affermato il rettore Guido Saracco, all'Inaugurazione
dell'Anno Accademico 2021/2022 del Politecnico di Torino, di
nuovo in presenza.
"La strada per l'antifragilità è difficile ma la abbiamo già
intrapresa. Il riconoscimento di Torino quale area di crisi
industriale complessa ha portato due anni fa i principali attori
sociali - associazioni imprenditoriali, sindacati, università,
fondazioni ed enti governativi - a unirsi in un progetto di
sviluppo condiviso. Eravamo consapevoli di dover cambiare come
singole istituzioni e dover promuovere gioco di squadra e
comunione di intenti. È la cosiddetta coopetizione: una alleanza
di ecosistema per essere più efficaci, sostenibili e
competitivi", ha spiegato Saracco. "I principali attori sociali
dovranno coordinarsi in modo permanente per condividerne in modo
armonico la progettualità, perché nessuna opportunità venga
persa e la politica possa prendere decisioni consapevoli e
informate".
Dopo gli interventi del direttore generale del Politecnico
Vincenzo Tedesco e della rappresentante degli studenti Laura
Armando, sono intervenuti il professor Alessandro Vespignani
della Northeastern Universty di Boston e il Capo di Gabinetto
del ministro per l'Innovazione tecnologica e la Transizione
digitale Stefano Firpo. Vespignani ha tenuto una Lectio
magistralis dal titolo: "La sottile linea rossa: scienza e
ricerca ai tempi del Covid-19". "L'errore più tragico che
possiamo commettere è quello di affrettarci a tornare alla
'normalità'' cancellando questi due anni, nel corso dei quali la
scienza e il mondo della ricerca sono diventati oggetto di
dubbio, di incredulità, e in molte occasioni identificati con il
male". Invece, "la ricerca in qualunque forma e declinazione
deve essere in primo piano tutti i giorni. Non possiamo
ricordarci del bisogno di scienza solo quando abbiamo una
emergenza".
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