"Un golpe del presidente Recep Tayyip Erdogan". Tra rabbia e indignazione, il giorno dopo l'annullamento dell'elezione di Ekrem Imamoglu a sindaco di Istanbul l'opposizione turca denuncia i rischi di una "dittatura" e invita "tutti i cittadini a unirsi per salvare la democrazia". Al termine di una notte agitata, tra manifestazioni spontanee per le strade e rumorose proteste dai balconi percuotendo pentole e padelle, lo shock è ancora forte ma i sostenitori di Imamoglu si dicono già pronti alla nuova sfida nelle urne il 23 giugno. E mentre la lira cade in picchiata, da Bruxelles e da diversi Paesi Ue piovono critiche: "una decisione non trasparente e incomprensibile", l'ha definita il ministro degli Esteri tedesco Heiko Maas. Erdogan però tira dritto: "La decisione della Commissione elettorale suprema" di ripetere il voto del 31 marzo "è un passo importante che rafforzerà la nostra democrazia. Crediamo che ci sia stata una frode organizzata nelle elezioni. La volontà di quasi 15 mila persone che avevano votato per l'Akp era stata usurpata".
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